Martedì 19 Agosto 2008

I costruttori protestano:
via le foto del paesaggio ferito

LANZO D'INTELVI - Il Borghetto è uno dei nomi più spesi per alberghi e residence, funziona da Sibari a Valeggio sul Mincio. Dà l’idea di un grappolo di case sospese nel tempo. Per uno sberleffo del caso, il capanno del cantiere "Il Borghetto" a Lanzo d’Intelvi è sistemato a ridosso del segnale di attraversamento cervi. È una delle 20 foto scattate dall’architetto Carlo Silva, esposte a Lanzo per la bellezza di tre giorni, dal 10 al 13 agosto. Sì perchè poi la mostra, "Com’era verde la mia valle", che doveva restare aperta fino a domenica scorsa, è stata «sospesa». Così recita il comunicato di Legambiente. L’idea di una mostra per immagini sulla recente cementificazione della Valle è venuta al circolo locale di Legambiente. Fin qui tutti d’accordo. Ma dopo soli tre giorni si solleva un vespaio. Ad alcuni costruttori e residenti non è proprio andato giù di vedere la propria casa appesa a un muro e non certo perché esempio di edilizia che rispetta il paesaggio. «Non volevamo offendere nessuno», mette le mani avanti Ferruccio Spazzi, uno dei due fondatori di Legambiente. «I toni si sono alzati troppo. Il fatto è - riassume Spazzi - che qualcuno ha visto le foto delle proprie case e non vuole che siano fatte passare per un ecomostro». E allora? «Beh! Pensavamo di ritirarle dalla mostra ma il fotografo non voleva sentirne parlare». Sbotta il fotografo Silva, architetto alla Regione Lombardia: «senza quelle quattro foto di Lanzo la mostra non aveva più senso. Non mi sembra per nulla esemplare questo comportamento, specie da un circolo come quello di Legambiente, dedicato alla memoria e al coraggio di Laura Scotti, operatrice umanitaria morta in un incidente aereo mentre andava in Kosovo».

m.schiani

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