Venerdì 23 Maggio 2008

Il Tar "reintegra"
le lucciole cacciate

Dovranno indossare gonne più lunghe, o addirittura un paio di calzoni così da non dare troppo nell’occhio. Ma per il resto possono riprendere regolarmente «servizio». Lo stabilisce una sentenza del Tar della Lombardia che ha annullato quattro fogli di via obbligatorio emessi nei confronti di altrettante prostitute dalle questura di Como e di Varese. Per motivare l’allontanamento coatto dai comuni in cui le ragazze erano state sorprese a svolgere il loro «lavoro» (che in Italia, lo ricordiamo, non è reato), le autorità avevano fatto ricorso a motivi di ordine pubblico e di pericolo per l’integrità morale dei minorenni a causa dell’«adescamento in abiti succinti». «Appare incongruo - hanno scritto i giudici amministrativi dopo aver esaminato vari documenti, tra i quali le foto delle ragazze sulla strada - il rilievo secondo cui l’attività di prostituzione determini la messa in pericolo della sicurezza pubblica e della moralità comune senza alcuna precisazione di un particolare comportamento». Il ministero dell’Interno dovrà, paradossalmente, anche sobbarcarsi alle spese legali del procedimento.

p.berra

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