Sabato 19 Aprile 2008

Lavoro, dote di 6mila euro
per trovare un nuovo posto

Como - Una dote di seimila euro per ogni disoccupato, per un totale di 6 milioni e mezzo di stanziamento. Prevede una pioggia di sovvenzioni il piano provinciale per lo sviluppo di politiche attive del lavoro appena varato dall’assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Provincia di Como, guidato da Alessandro Fermi. Dopo lo sblocco dei fondi, ancora destinati dalla legge Maroni nel 2005, l’amministrazione provinciale ha presentato ieri il piano per lo sviluppo di interventi di ricollocazione e riqualificazione professionale delle fasce di disoccupati a cominciare da coloro vittime delle grandi crisi aziendali - che hanno usufruito della maggior fetta di fondi, 1,5 milioni di euro - fino ai soggetti socialmente svantaggiati e quelli neodiplomati o neolaureati, che non hanno ancora trovato impiego, ma che non presentano particolari difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. Sono queste infatti le principali novità del programma di interventi da mettere in campo, con un allargamento a nuove tipologie di disoccupati. Su tutte spicca l’introduzione della dote: 6mila euro a testa per disoccupato. Significa che ogni persona in cerca di lavoro che si rivolgerà a un centro di collocamento pubblico o privato accreditato avrà a disposizione una somma da spendere. Per ogni servizio svolto per il suo reinserimento lavorativo, infatti, l’ente che lo ha in carico riceverà un rimborso da parte della Provincia. E anche un premio, da un minimo di 500 a un massimo di 2.500 euro, a seconda della fascia d’appartenenza del soggetto stesso e del contratto con cui questi viene ricollocato, se a tempo determinato o indeterminato. «E’ un modo nuovo di concepire le politiche attive del lavoro - spiega l’assessore Fermi - che punta alla ricollocazione effettiva delle persone interessate. Dopo Milano, che ha attivato l’esperimento sulle gravi crisi aziendali, Como è la prima provincia a mettersi all’opera». «Questo modello - conclude - punta a stimolare l’efficacia degli interventi da parte degli enti accreditati, che ricevono il premio sulla base del risultato raggiunto». Nello specifico, ad esempio, se si tratta di disoccupati provenienti da gravi crisi aziendali, o di persone socialmente svantaggiate, piuttosto che fasce particolarmente deboli, over 40 anni, il premio arriva a 2.500 euro per una ricollocazione con contratto a tempo indeterminato, va da 1000 a 2000 euro invece se l’inquadramento è a tempo determinato, inferiore o superiore ai 12 mesi. Per le fasce più facilmente ricollocabili sul mercato invece il bonus varia da 1.500 euro (per un contratto a tempo indeterminato) fino a 500-1000 euro per un reinserimento a termine. Il bottino messo a disposizione per le gravi crisi aziendali è di 1,5 milioni di euro, per i soggetti svantaggiati 1.075.000 euro, per gli over 40 o disoccupati da diverso tempo 875mila euro, per i meno problematici un altro milione e mezzo. Totale 6.476.000 euro appunto per un piano nuovo che - assicura l’assessore Fermi - «dovrà essere verificato e controllato». Entro sei mesi infatti dovrebbe partire il primo monitoraggio da parte dell’amministrazione provinciale e della commissione Tripartita su tre fronti: soldi spesi, progetti presentati dagli enti accreditati e risultati ottenuti.
Chiara Sirna

s.casiraghi

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