Mercoledì 12 Marzo 2008

LIBRO DEL GIORNO: GNAGNARELLA, RAI BELLA PREDA POLITICA/ANSA

(di Elisabetta Stefanelli) ROMA, 12 MAR - GIUSEPPE GNAGNARELLA:«LA BELLA PREDÀ. RAI TRA POLITICA E AUDIENCÈ (CARABBA EDITORE, PP. 167, EURO 15,50). La politica italiana dimostra sempre un grande interesse per la Rai certamente nella convinzione che la televisione abbia peso nelle scelte degli elettori al momento del voto. In realtà, come spiega Giuseppe Gnagnarella nel suo libro, il rapporto tra presenza in tv e vittoria nelle competizioni elettorali non è così scontato e anzi a volte a suo avviso accade anche il contrario, ovvero che la sovraesposizione generi stanchezza. Lo spiega in un volume - che sarà presentato stasera a Roma - tutto dedicato al rapporto tra Rai e politica, in cui analizza il periodo che va dai primi anni Novanta ad oggi, dalla Rai dei professori a quella di Petruccioli-Cappon. »Ma chi governa la Rai perde le elezioni«, si intitola uno dei capitoli di questo volume in cui l'autore cerca di dimostrare la sua tesi provocatoria, portando all'attenzione del pubblico la storia del vertice della tv pubblica e le sue difficoltà, sia dal punto di vista politico che da quello degli ascolti. »Ci sarebbe quindi una reale difficoltà nel rintracciare nessi specifici tra quantità e qualità nella comunicazione politica e mutamenti nei comportamenti elettorali«, spiega il giornalista responsabile in Rai dei rapporti con le Autorità centrali e gli Enti locali. E a suo avviso proprio il caso di Berlusconi, imprenditore proprietario di un impero televisivo entrato in politica »spiega tutto e il contrario di tutto: nonostante le tv, ha vinto due volte le elezioni (1994 e 2001) e le ha perse altrettante volte (1996 e 2006) evidenziando che ciò che oggi sembra acquisito potrebbe non esserlo in un futuro molto vicino«. Quindi di fronte ad una tv che è così prigionera della politica da raccontarle in larga maggioranza solo attraverso le parole e le dichiarazioni dei protagonisti, per l'autore del volume il telespettatore consapevole è in grado eccome di fare la sua scelta. »Il telespettatore/elettore - scrive ancora Gnagnarella - non abbocca più all'amo, non vince chi va di più in tv, ma vince chi sa associare programma e proposte alle sue qualità di leadership«. Un messaggio che l'autore sembra indirizzare anche a chi sceglierà i futuri amministratori del servizio pubblico, il cui vertice dovra essere rinnovato giusto dopo le prossime elezioni politiche. E l'ex presidente Rai che firma l'introduzione al volume, Roberto Zaccaria, sostiene che quella di Gnagnarella è »una provocazione intelligente. Al termine dell'esperimento, comunque vada - dice a proposito della legge sulla par condicio che regoola tutto questo -, dovremmo cercare di fare insieme una legge più moderna che sappia adattare le giuste regole sulla par condicio ad una televisione che sta cambiando in fretta«. 2889

STF

© riproduzione riservata

Tags