Sabato 03 Maggio 2008

Lombardia: posta al macero?
I Cobas si rivolgono ai giudici

Denunce in tutte le procure lombarde. Il sospetto è pesante: che vi siano, o vi siano state, tonnellate di corrispondenza in giacenza, missive mai arrivate a destinazione nè restituite al mittente. E quindi, presumibilmente, finite - o statnno per finire - al macero.
A firmare l'esposto sono stati Cobas delle Poste e AceA (Associazione per i consumi etici alternativi). Le organizzazioni di base fanno riferimento anche ad un volantino del dicembre scorso delle altre organizzazioni sindacali,che denunciavano "enorme giacenza portata chissà dove".
"Siamo partiti dal caso di quel portalettere di Monza accusato nel novembre scorso, e processato, per aver distrutto 300 chilogrammi di posta - ha spiegato Federico Ceratti di Acea - Sapendo come funziona la filiera di controllo nelle poste e come ogni passaggio deve avere dei riscontri, ci pare impossibile che la corrispondenza possa sparire senza lasciare traccia e, soprattutto, senza che responsabili non se ne accorgano".
"Con il nostro esposto ricordiamo anche la denuncia attraverso un volantino del 4 dicembre scorso di Csil, Uil, Sailp, Cisal, Ugl, che segnalavano il fallimento della riorganizzazione aziendale - ha spiegato Stefano Ancona dei Cobas - Il piano di ristrutturazione che è ancora in attuazione, prevede infatti 13.500 portalettere in meno in tutta Italia: 5000 sono stati considerati in esubero, 5000 trasferiti negli uffici e 3500 trasformati in figure professionali di controllo".
Nell'esposto i firmatari chiamano in causa Cisl-Uil-Sailp-Cisal-Ugl della Lombardia che, facendo riferimento riferendosi alle giacenze presenti negli uffici di recapito della regione, manifestarono i propri dubbi sulla possibilità che tali giacenze vengano mai recapitate in quanto sono state trasferite e (inviate) al macero.

u.montin

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