Martedì 05 Maggio 2009

Monteolimpino 2 "esperienza critica"

La galleria ferroviaria internazionale Monteolimpino 2, un emblema di insicurezza e non solo per i dissesti idrogeologici che l’hanno interessata negli anni scorsi in seguito al rigonfiamento delle falde acquifere e sui quali è in corso un massiccio intervento da 17 milioni di euro finanziato da Rete Ferroviaria Italiana ed eseguito dal raggruppamento d’imprese capeggiato dalla Spa Notari. I rischi derivano dalla conformazione, progettata negli anni ’70: è monocanna, a due binari, priva di galleria di soccorso longitudinale, poiché la Monteolimpino 2 scorre sottoterra, non esistono cunicoli di collegamento trasversali, stazioni di soccorso, sistemi di controllo e di pronto intervento e il treno delle Ferrovie Svizzere dislocato a Chiasso è stato trasferito a Bellinzona: il prefetto Sante Frantellizzi ha insistito a lungo perchè rimanesse dalle nostre parti. In caso di incidente, sarebbe l’unico mezzo pronto all’uso. Quale incidente: si è parlato anche di terrorismo e di sabotaggio, ieri mattina, nella sala bianca del Casino Sociale, in un convegno voluto a Como dalla Commissione intergovernativa per la nuova linea ferroviaria Torino - Lione, presenti  tutti i protagonisti europei della “cura del ferro” , con i vigili del fuoco e i tecnici della sicurezza. Mancavano le autorità comasche, perché le grandi opere, fatte o da fare, ci passano in ogni caso sotto i piedi o sopra la testa, come ha ironizzato qualcuno. Tutte assenti, tranne una, Luca Ronzoni, tra gli organizzatori del convegno  nella sua veste di presidente dell’European Rail Freight association (Erfa). «Como assume un valore simbolico per l’argomento trattato in questo convegno, è baricentro lungo la direttrice del San Gottardo che dovrà interconnettersi ad Est e ad Ovest - afferma Ronzoni - e la galleria di Monteolimpino 2 rappresenta un’esperienza critica, sulla quale sviluppare la riflessione con tutti gli esperti europei». Ed ha origini comasche il presidente della Commissione Intergovernativa Rainer Masera, già ministro del bilancio e della programmazione economica che ha sottolineato la necessità di «far coesistere con standard di sicurezza i convogli che trasportano merci e passeggeri a velocità superiori a 200 km l’ora».
Inaugurata ormai 25 anni fa, la Monteolimpino 2 non era in grado di rispettare i criteri con i quali oggi sono realizzati i grandi corridoi ferroviari europei, lunghi anche 50 chilometri. Non salgono più verso le vette per poi ridiscendere, si abbassano  di quota, si dilatano in lunghezza, per il percorso di treni più lunghi, più pesanti e più veloci. Criteri applicati nei grandi tunnel ferroviari svizzeri, il Gottardo, il Lotschberg, il Ceneri, come ha spiegato Tobias Schaller, commissione sicurezza Alptransit e riguardano la costruzione, l’organizzazione, l’esercizio e le tecniche. L’obiettivo: l’omogeneità dei criteri in Europa. E ci sono ancora passi da compiere, lunghi passi, in questo senso, come ha sottolineato il presidente Ronzoni: «Oggi un camionista greco può guidare in tutta Europa un camion svedese con merci tedesche. Ha una patente, gli basta conoscere la propria lingua nazionale. A Chiasso, c’è ancora il cambio tra macchinisti italiani e svizzeri, per non parlar delle motrici». Oggi si parla di liberalizzazione e di superamento del monopolio per un servizio migliore a merci e a passeggeri, investimenti per miliardi. Ma il convegno ha posto l’accento sul tema che viene prima di tutti: la sicurezza.

a.cavalcanti

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