Giovedì 27 Novembre 2008

Mumbai, il ritorno degli italiani
I terroristi legati al Pakistan 

Due giorni dopo le forze speciali indiane sono riuscite ad aver ragione dei terroristi responsabili della strage di Mumbai. Il bilancio definitivo parla di 195 morti e oltre 300 feriti. Ventisei le vittime straniere.
Gli italiani tratti in salvo stanno rientrando in patria e raccontano la paura dei due giorni e notti trascorsi con l'incubo del massacro.
Le indagini intanto stanno rivelando i legami dei terroristi con il Pakistan e i gruppi fondamentalisti.

LA CONFESSIONE
E' stato identificato con il nome di Azam Ameer Qasab l'unico terrorista catturato dalle forze di sicurezza indiane a Mubai. Lo riporta il sito web del The Indian Express che avrebbe avuto "accesso ai dettagli degli interrogatori". Si tratterebbe di un giovane di 21 anni di nazionalità pachistana. In tutto, negli scontri, terminati solo oggi a 62 ore dagli attacchi contro dieci obiettivi della capitale finanziaria indiana, sono stati uccisi 14 terroristi.
Il terrorista arrestato avrebbe ammesso davanti agli investigatori indiani di essere un membro del gruppo fondamentalista pachistano Lashkar-e-Tobia (LeT), operativo in Kashmir, e di essersi addestrato in due campi in Pakistan.
Anche fonti di intelligence americane, citate dal New York Times, rivelano che i primi elementi indicano che dietro gli attacchi di Mumbai, che hanno fatto almeno 195 morti, c'è il Lashkar-e-Taiba, mentre la stampa britannica riporta inoltre la notizia secondo cui alcuni dei terroristi avevano forti legami con cellule britanniche. Secondo quanto scrive invece il Times of India, negli ultimi anni sono diventati sempre più stretti i rapporti tra LeT e al Qaeda, tanto che il gruppo pachistano è stato impegnato anche in altri terreni di battaglia come l'Iraq, l'Afghanistan e la Cecenia. I suoi membri si sono addestrati in campi di al Qaeda per condurre la loro "jihad" contro l'India, e il LeT è stato quindi inserito nella lista nera dei gruppi terroristici da Stati Uniti e Gran Bretagna, in quanto considerato "un'organizzazione terroristica globale". 

IL COMMANDO
Solamente 10 terroristi avrebbero fatto parte del commando che ha attaccato diversi obbiettivi a Mumbai: lo hanno reso noto le autorità indiane, precisando che nove militanti sono stati uccisi ed uno catturato. "Nove sono stati uccisi, uno catturato" ha detto ai giornalisti" Vilasrao Deshmukh, 'chief minister' (governatore) dello Stato di Maharshta.
Secondo il vicegovernatore R.R. Patil, i militanti erano in possesso "di navigatori Gps e telefoni cellulari e satellitari" e sarebbero stati "costantemente in contatto con un Paese estero" non specificato, ma l'allusione è probabilmente al Pakistan. Le stime iniziali parlavano di un commando formato da una ventina di persone, al massimo quaranta, a seconda di quante imbarcazioni sarebbero state utilizzate per raggiungere Mumbai.

INFILTRATI
Stando ai servizi segreti indiani tuttavia almeno otto terroristi si erano infiltrati nella città indiana già un mese prima degli attentati, facendosi passare per studenti malgasci e portando a termine delle "operazioni di ricognizione" in preparazione degli attacchi. A questa prima squadra - che avrebbe anche nascosto armi ed esplosivi in uno degli alberghi di lusso prescelti come obbiettivo - se ne sarebbe aggiunta una seconda, giunta a Mumbai mercoledì sera via mare: tutti i terroristi avevano età comprese fra i 24 e i 30 anni ed erano stati perfettamente addestrati alle tattiche militari. Le fonti non hanno tuttavia confermato il dato secondo il quale si tratterebbe di militanti pachistani o comunque addestrati in Pakistan, sottolineando come si tratti di informazioni "politicamente delicate". Islamabad - che ha respinto ogni accusa di coinvolgimento - ha deciso da parte sua di inviare un semplice rappresentante per collaborare alle indagini e non, come stabilito in precedenza, il responsabile dei propri servizi segreti.

GLI ITALIANI
Stanno tornando intanto in Italia i 19 sopravvissuti  che hanno fatto scalo all'aeroporto Roissy di Parigi.
"I primi si stanno imbarcando ora", ha detto il console. "Fisicamente stanno tutti bene, sono un po' provati emotivamente". Tra i 19 non c'è lo chef romano dell'hotel Oberoi, Emanuele Lattanzi, la cui foto con la figlioletta di sei mesi stretta al petto ha fatto il giro del mondo.

s.casiraghi

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