Giovedì 15 Maggio 2008

Ratti, nei primi tre mesi
forte taglio delle perdite

Como - Diminuisce leggermente il fatturato, ma migliora la performance sul fronte delle perdite, che registrano un netto calo. E' questo il quadro che emerge dall'esame dei risultati del primo trimestre del Gruppo Ratti e della società capogruppo, la Ratti spa, presentato ieri all'esame del consiglio di amministrazione di quest'ultima, che pure ha approvato il bilancio d'esercizio 2007.
Come già confermato dal precedente cda il gruppo chiude il 2007 con un risultato negativo netto di 5,9 milioni di euro e un fatturato di 112,4 milioni di euro,;la capofila Ratti invece con un negativo di 7,1 milioni di euro e 83,6 di incassi.
Il primo trimestre di quest'anno però segnano netti passi di miglioramento. Il Gruppo chiude a marzo 2008 infatti con un fatturato di 25 milioni e mezzo circa di euro, in lieve diminuzione rispetto ai 25 milioni e 732 mila euro registrati nello stesso periodo del 2007 (- 1%), ma al netto delle tasse il margine operativo raggiunto dall'azienda segna un conto negativo di 148 mila euro, in netta diminuzione rispetto al milione e 800 mila euro registrati in negativo nello stesso periodo dell'anno precedente, a fine marzo 2007.
E altrettanto positiva è la performance del margine operativo lordo, che segna una risalita netta, con un risultato positivo di 405 mila euro, di gran lunga superiore ai meno 977mila toccati nei primi tre mesi del 2007. Nel complesso, il conto economico consolidato del gruppo evidenzia un miglioramento sostanziale, registrando un risultato che, per quanto negativo (- 749mila euro), attesta un drastico contenimento delle perdite, che a fine marzo 2007 segnavano meno 2 milioni di euro.
Da cosa deriva il il miglioramento dei risultati d'esercizio? ?Da un mix di vendite più favorevole, ma soprattutto dall'entrata a regime ? ha sottolineato ieri il Cda ? delle azioni di risanamento messe in atto, volte a ridurre i costi e recuperare efficienza nelle diverse aree e strutture aziendali?. Da qui il miglioramento del margine operativo lordo, netto e dei risultati del conto economico consolidato.
A fare da traino nella risalita è la Ratti spa appunto, che contrariamente al calo di fatturato (se pur lieve) registrato a livello di gruppo riporta invece un netto aumento sul fronte dei ricavi. Con i 19 milioni e 292 mila euro con cui chiude il primo trimestre 2008 la Ratti segna infatti una crescita delle entrate dell'8,7% rispetto ai 17 milioni 742 mila euro incassati nel primo trimestre dello scorso anno. Migliora anche il margine operativo lordo, toccando un bilancio positivo di 411 mila euro, in netta risalita rispetto ai meno 877 mila segnati il 31 marzo 2007. E positivamente si attestano anche i ricavi netto delle tasse: 23 mila euro nel primo trimestre di quest'anno, contro il bilancio significativamente sotto lo zero, di meno 1 milione e 650 mila euro circa toccato a fine marzo dell'anno precedente.
Peggiora però, sia per il gruppo, sia per la società capogruppo, la situazione finanziaria netta, attestandosi sui meno 29 milioni 819 mia euro (contro i ? 28 milioni 852 mila dei primi tre mesi del 2007). Il patrimonio netto scende invece dai 25 milioni 519 mila dello scorso anno, ai 19 milioni 951 euro di questo primo trimestre. Idem per la Ratti spa, che chiude il primo trimestre 2008 in discesa, passando dai meno 25 milioni 800 mila euro dello scorso anno ai meno 28 milioni 600 mila euro del 31 marzo 2008. Diminuzione del valore patrimoniale che il Cda attribuisce ?agli investimenti per legati all'integrazione degli stabilimenti di Malnate, Oleggio e Guanzate?.
A dare i migliori risultati sul fronte dei ricavi intanto, sia per il gruppo nella sua interezza, sia per la società capofila, è l'export, che copre, nel primo trimestre 2008, una quota pare 60%. Guardando la suddivisione geografica degli incassi, infatti, si vede chiaramente che, mentre dall'Italia arriva il 4o% (pari a quasi 11 milioni di euro), tutto il resto si divide tra Europa (28,6%, per 7,2 milioni di euro), Stati Uniti (12,5% per 3,1 milioni di euro circa), Giappone (4,3%, per 1,1 milioni di euro) e altri paesi (14,6%, per 3,7 milioni di euro circa).
Il peso maggiore va all'abbigliamento donna, che incide per il 47,7%, a seguire il prodotto finito (31,9%) e il settore uomo, con un significativo 14,1%. Poi l'arredamento, con il 5,8%.
Chiara Sirna

s.casiraghi

© riproduzione riservata

Tags