Lunedì 01 Settembre 2008

Una via senza luce da un mese
Protesta dei residenti a Brunate

BRUNATE Da quasi un mese, una parte di via Nidrino è desolatamente al buio. Un fatto ricorrente, se è vero che nel corso degli ultimi anni «problemi di questo tipo sono stati frequenti», a tutto svantaggio di chi, residenti in primis, lamentano la mancanza di illuminazione pubblica. La strada, che si allunga oltre l’omonimo campo sportivo, è piuttosto stretta, e in pendenza. Numerosi gli accessi carrai ai lati, così come le abitazioni cresciute lungo il percorso asfaltato. Il blackout attuale riguarda una quindicina di punti luce in tutto, segnatamente quelli realizzati all’inizio degli anni 70 nell’ambito della costruzione di un insediamento residenziale privato. Una linea in qualche modo autonoma rispetto a quella gestita da Enel Sole, che, però, fa comunque capo al Comune per quanto attiene alla manutenzione, ordinaria o straordinaria che sia. Che ci sia un problema serio, è fuori di dubbio. Non ne fa mistero nemmeno l’ufficio tecnico del Comune che, spiega Marco Noseda Pedraglio, sta cercando di risolvere la vicenda, oltremodo intricata nei termini. In mezzo, infatti, c’è la realizzazione dell’impianto, che fu fatta da privati e risale a quasi 40 anni fa, e la proprietà dello stesso, poi trasferita alla pubblica amministrazione. «Quella del Parco Nidrino - dice - è una linea privata non servita da Enel Sole, in quanto non rispetta i parametri minimi previsti (è stata realizzata come opera d’urbanizzazione nel 1971 dalla Parco Nidrino srl.). L’impianto è obsoleto e si era già guastato a giugno e con il manutentore eravamo intervenuti cambiando il quadro di alimentazione e il contatore Enel. Data la vetustà si è ulteriormente guastato e l’intervento necessario è più impegnativo del previsto, in quanto riguarda la linea in generale e non un punto luce o un settore, e dovrebbe essere risolto entro venerdì prossimo. Il periodo di agosto ha notevolmente rallentato l’intervento, ma a causa dell’anzianità della rete è anche difficile intervenire».

f.angelini

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