Mercoledì 03 Marzo 2010

Arriva la patata transgenica
ma in Europa sempre meno Ogm

La Commissione europea ha deciso l'autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, prodotta dalla multinazionale Basf, mettendo fine all'embargo sulle nuove colture Ogm,che resisteva nell'Ue dall'ottobre del 1998.
Ma qual'è, in Europa e nel mondo, l'estensione delle colture transgeniche? Nel 2009, secondo i dati pubblicati dall'Isaaa (International service for the acquisition of agri-biotech application), un organismo di promozione degli Ogm finanziato dall'industria biotecnologica e secondo un rapporto di Greenpeace, la superficie coltivata a colture transgenica è aumentata nel mondo, arrivando a coprire 134 milioni di ettari, ma è diminuita in Europa, dov'era già irrisoria (106mila ettari) e limitata a un solo Ogm, il mais Monsanto Mon810.

NEL MONDO
Secondo i dati dell'Isaaa, nel 2009, 14 milioni di agricoltori hanno piantato 134 milioni di ettari di piante Ogm (prevalentemente mais, soia e cotone) in 25 paesi, con un aumento del 7% rispetto ai 125 milioni di ettari del 2008. La produzione, tuttavia, è concentrata in otto di questi paesi, in cui le coltivazioni transgeniche occupano più di un milione di ettari, per complessivi 131,3 milioni: Usa (64,0 milioni di ettari), Brasile (21,4 milioni), Argentina (21,3) India (8,4), Canada (8,2), Cina (3,7) Paraguay (2,2) e Sud Africa (2,1). L'Isaaa nota anche che, per la prima volta, in questa classifica il Brasile ha sorpassato l'Argentina.

IN EUROPA
Il Vecchio Continente detiene lo 0,1% di superficie mondiale coltivata a transgenico. L'Isaa ammette che dal 2008 al 2009 c'è stato un calo delle coltivazioni (da 107.719 ettari in sette paesi a 94.750 in sei, di cui l'80% in Spagna); un calo dovuto, tra l'altro, alla decisione della Germania di vietare il mais Mon810. In un recente rapporto, l'ufficio europeo di Greenpeace aveva già sottolineato come la coltivazione di Ogm in Europa sia calata dell'11% nel 2009 rispetto al 2008. I dati forniti dall'Ong ambientalista, ricavati da documenti dell'Ue, sono leggermente diversi da quelli dell'Isaaa, anche se il quadro sostanzialmente non cambia: gli ettari coltivati con il mais transgenico in Europa, che erano 106.737 nel 2008, sono passati nel 2009 a 94.749 ettari, con un calo registrato in tutti i paesi interessati, salvo il Portogallo. Si tratta, per la precisione, di 76.057 ettari in Spagna (erano 79.269 l'anno prima); 6.480 nella Repubblica ceca (erano 8.380); 5.093 in Portogallo (erano 4.856); 3.243 in Romania (erano 6.130); 875 in Slovacchia (erano 1.930). Mancano le cifre precise della Polonia, ma si assume che sia rimasto invariato il dato di 3.000 ettari circa del 2008. Inoltre, il Lussemburgo e la Germania (che aveva 3.172 ettari a transgenico nel 2008), hanno deciso nel 2009 di mettere al bando la coltivazione del mais Mon810 sul proprio territorio, così come avevano fatto negli anni precedenti altri quattro paesi: Francia, Austria, Grecia e Ungheria. UN

BUSINESS DA 9 MILIARDI DI DOLLARI
I grandi nomi dell'agribusiness, che a livello mondiale è stimato intorno ai 9 miliardi di dollari per il 2010 (erano 8,3 nel 2009 e 7,5 nel 2008), si chiamano Monsanto, che detiene buona parte del mercato di settore, Du Pont, sempre americana, la svizzera Syngenta, Bayer Crop science, Dow Agro Sciences, Basf Plant Science.

u.montin

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