Lunedì 11 Ottobre 2010

Beatles: il «Signature box»
unisce il meglio di John & Yoko

COMO È un anno ricco di anniversari beatlesiani, questo 2010: ricorrono i settantesimi compleanni di John Lennon e Ringo Starr (1940), il cinquantesimo della nascita vera e propria del gruppo con il nome definitivo (1960), il quarantesimo dello scioglimento dei Fab 4 (1970) e il trentesimo dell'assassinio del Lennon medesimo. Troppe perché passassero inosservate. Ringo si è festeggiato alla sua maniera pubblicando un nuovo album in studio, “Y not”, e l'ennesimo dal vivo “Live at the Greek Theatre”, entrambi passati bellamente inosservati. Sir Paul festeggia anche la partenza della sua carriera solistica che, nel suo caso, coincide con la rottura dei Beatles. Ma non inizia da “McCartney”, il suo primo, programmatico album, bensì dal più celebrato “Band on the run”, accreditato anche ai Wings che, in quel momento (1973), erano solo lui, la moglie Linda e il fido Denny Laine. Quel capolavoro sarà ripubblicato il 2 novembre in varie versioni: la più interessante per i collezionisti e gli estimatori è composta da tre cd (con b-side e rarità e un audio-documentario) e un dvd (con filmati d'epoca) oltre a un libro di 120 pagine. Molto più complessa e articolata è l'operazione relativa a Lennon, orchestrata, naturalmente, in accordo con la beata semprevedova Yoko Ono che ha rimesso mano, ancora una volta, ai nastri del marito. Il 5 ottobre sono usciti contemporaneamente tre prodotti. “Power to the people: the hits” si racconta da solo. Un'altra raccolta di successi con tutte le canzoni che ci devono essere e scarso interesse sia per gli estimatori che per i novizi. “Gimme some truth” è un box quadruplo con brani, tutti editi, suddivisi tematicamente.
Così abbiamo i pezzi da  “Working class hero”, quelli socialmente impegnati. Poi “Woman”, ovvero inni d'amore indirizzati genericamente a Yoko, “Borrowed time” con le liriche più riflessive e, infine, “Roots” che ha fatto prima sobbalzare e poi sbuffare gli esegeti: era il titolo della versione grezza della raccolta di cover “Rock'n'roll”, con qualche pezzo diverso e un mix completamente differente.
Ma no, non è arrivato il momento di pubblicarla, ne hanno solo ripreso il titolo. Molto più interessante il “Signature box” perché se è vero che altro non è se non una scatola che contiene i dischi ufficiali dal 1970 all'1980, è altrettanto vero che il lavoro di repulisti generale è stato svolto dallo stesso team che ha operato sui nastri dei Beatles l'anno scorso.
Non c'è traccia, fortunatamente vien da dire, delle sperimentazioni di “Two virgins”, “Life with the lions” e “Wedding album”, né ci sono momenti in concerto, salvo quelli inseriti, a suo tempo, in “Some time in New York city” che torna, così, alla sua forma originale (era stato ristampato su un unico cd con tagli sensibili proprio nella parte live). Quindi i capolavori “John Lennon / Plastic Ono Band” e “Imagine”, il già menzionato e assai meno felice “Some time”, l'interlocutorio “Mind games”, lo sbarazzino “Walls & bridges”, il robusto “Rock'n'roll” e, infine, le session che vennero pubblicate, pochi giorni prima dell'omicidio, su “Double fantasy”. Yoko ha deciso di “asciugare” quanto pubblicato a suo tempo e, così, ne è nato un doppio con l'album originale e questo più scarno.
Mah. Infine il raccogliticcio postumo “Milk and honey” dove i pezzi di John sono, in più di un caso, fantastici e quelli della Ono quasi sempre superflui. Un dischetto contiene i pezzi finiti solo su singolo e un ultimo, tanto per fare numero, raccoglie “home demos” differenti da quanto già pubblicato sulla “Anthology”. E chi l'ammazza più a John Lennon?
Alessio Brunialti

a.cavalcanti

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