Lunedì 14 Febbraio 2011

Box: il maestro Savall rilegge
i 5 «Pieces de viole» di Marais

COMO Ricordate il bellissimo film “Tutte le mattine del mondo” di Alain Corneau? Vi si narrava del rapporto spesso burrascoso tra un compositore misterioso e il suo allievo. Il maestro era le monsieur de Saint Colombe, realmente esistito ma le notizie attorno a lui sono tanto esigue che ne ignoriamo perfino il nome di battesimo. Del discepolo, invece, si sa abbastanza e nella pellicola è interpretato da Guillaume Depardieu (negli anni della gioventù) e dal papà di quest'ultimo, il grande Gérard (quando è più anziano).
Nato e morto a Parigi, a cavallo tra XVII e XVIII secolo, è stato violista alla corte del Re Sole, dapprima nell'orchestra diretta da Jean Baptiste Lully e, in seguito alla morte di questi, ritagliandosi uno spazio sempre maggiore, componendo opere di successo anche se il suo massimo contributo si trova nei cinque libri di “Pieces de viole” composti tra il 1686 e il 1725. Consulente musicale per quel lungometraggio nonché massimo esperto della musica di Marais è il catalano Jordi Savall che ha riunito i “livres” in un bel cofanetto pubblicato dalla sua Alia Vox raccogliendo tutte le registrazioni che aveva effettuato in un periodo di tempo che va dal 1975 al 1992 assieme a comprimari di lusso come Ton Koopman al clavicembalo, Hopkinson Smith alla chitarra e alla tiorba, Christophe Coin al basso di viola e Anne Galet ancora al clavicembalo.
Basterebbero le “Folies d'Espagne” del secondo libro o la lunga “Suite d'un goût étranger” che occupa per intero il quarto a giustificare l'acquisto di questo box ma è tutta l'opera di ricostruzione operata da Savall a meritare considerazione. Catalano di Igualada, 70 anni nel 2011, è violista e direttore d'orchestra celebre in tutto il mondo. Da qualche anno è discografico di se stesso e della sua peculiare famiglia musicale allargata. Ne fanno parte la moglie, il soprano Montserrat Figueras, e i due figli, l'arpista e cantante Arianna e il tiorbista, liutista e chitarrista Ferran (tutti assieme hanno realizzato una sorta di autobiografia sonora, “Du temps et de l'instant”). Savall ha fondato anche l'orchestra  Hespèrion XXI, che si dedica al patrimonio musicale del Mediterraneo fino al XVIII secolo, la Capella Reial de Catalunya, che si concentra sulla musica antica spagnola, e l'ensemble Concert des Nations che esplora il repertorio di grandi compositori secondo una rigorosa prospettiva storica. Talvolta l'approccio filologico si concentra maggiormente sulla correttezza e la veridicità mancando di pathos e apparendo fine a se stesso: ebbene, non è il caso di Savall e dei suoi. Una produzione sterminata dove compaiono pagine di anonimi quanto di autori celeberrimi, tra le più recenti i “Brandeburghesi” di Bac e il “Requiem” di Mozart anche se tra gli estimatori i pezzi più pregiati restano le “strenne” che la Alia Vox dà alle stampe nel periodo natalizio. Sono “libri discografici” e hanno raccontato Don Chisciotte (con musiche contemporanee a Cervantes), il viaggio di Cristoforo Colombo per le Americhe e quello della “Rotta d'Oriente” del missionario gesuita Francesco Saverio, quello dedicato a Gerusalemme, “città delle due paci, quella terrestre e quella celeste”, ha ricevuto importanti riconoscimenti. I più recenti riguardano “Le royaume oublié” dove il regno dimenticato è quello dei Catari, e quello pubblicato nel dicembre scorso che racconta, sempre attraverso parole, immagini e suoni, la storia della “Dinastia Borgia”. Il ricchissimo apparato iconografico e testuale (disponibile anche in italiano oltre che in un'altra decina di lingue), dimostra una cura che conquista l'appassionato in un momento di crisi discografica: un modello da tenere presente anche al di fuori dei confini della musica colta.
Alessio Brunialti

a.cavalcanti

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