Mercoledì 05 Settembre 2012

Dylan tra Titanic e Lennon
Luci e ombre in «Tempest»

ROMA È il suo trentacinquesimo album e segna mezzo secolo di carriera: in una data altamente simbolica, l'11 settembre, Bob Dylan torna sulla scena musicale con "Tempest", un album nuovo ma senza tempo, composto di 10 brani nei quali l'inossidabile Mr. Zimmerman si avventura tra le luci e le ombre dell'animo umano e canta l'amore, la perdita, il coraggio, l'amicizia, la vendetta, l'affondamento del Titanic e la morte di un amico: John Lennon.
Auto-prodotto (sotto lo pseudonimo usato da vari anni, Jack Frost), Tempest è stato registrato nello studio di Jackson Browne a Los Angeles con la band che accompagna il settantunenne menestrello nel suo neverending tour (il bassista Tony Garnier, il batterista George G. Receli, i chitarristi Donnie Herron, Charlie Sexton e Stu Kimball, il polistrumentista David Hidalgo). L'album parte alla grande con Duquesne Whistle, che inizialmente con i suoi accenti blues e ragtime ci ricorda il grande amore di Bob per le radici della musica americana. Poi però il ritmo si trasforma in un incalzante rock'n'roll. Firmato a quattro mani con Robert Hunter (ex paroliere dei Grateful Dead), il brano è stato pubblicato sul sito della radio Usa Npr, mentre il video - diretto da Nash Edgerton - ha debuttato qualche giorno fa sui siti del "Guardian" e della rivista "Rolling Stone", facendo discutere per alcune scene di violenza: sullo sfondo di una storia d'amore non ricambiata, un ragazzo viene pestato a sangue e Dylan, alla guida di una banda di teppisti che vaga per le strade di Los Angeles, ritrovandoselo davanti riverso sul marciapiede, va oltre ignorandolo del tutto.
La title-track, "Tempest", è una lunga descrizione (14 minuti) della fine del Titanic. A ispirarlo è stato Leonardo Di Caprio: «Non credo che la canzone sarebbe la stessa senza di lui. O senza il film», ha ammesso Dylan. Long and Wasted Years è una sontuosa ballata nella quale il protagonista si scusa con la sua amata per aver ferito i suoi sentimenti. "Early Roman Kings" è l'unica traccia di "Tempest" pubblicata ufficialmente su Youtube ed è stata usata nel trailer della terza stagione di Strike Back. Dylan ha usato la serie tv britannica come trampolino di lancio di un altro brano del cd, "Scarlet Town", inserito nella puntata andata in onda il 17 agosto scorso. Si procede quindi con "Tin Angel", storia di un uomo che cerca il suo perduto amore, e "Soon After Midnight", sospeso tra amore e vendetta e l'oscuro "Pay in Blood" («ho pagato con il sangue ma non era il mio», canta Bob).
A chiudere quest'ultimo lavoro di Dylan (e "The Tempest" fu l'ultima opera di Shakespeare, elemento che ha fatto scatenare le ipotesi su un addio alle scene del poeta americano - che però ha replicato «Il titolo del mio album è Tempest. Sono due titoli differenti» - è un tenero omaggio a Lennon, "Roll On John".
Mr Zimmerman immagina le sensazioni che l'amico ha provato negli ultimi attimi prima di morire. Un pezzo tristissimo e commovente.
Cinquant'anni dopo il primo album, con "Tempest" Dylan si conferma il re assoluto degli storyteller. Anche se Goldman Sachs ha dovuto rinviare la collocazione di 300 milioni di dollari di bond della Sesac Inc, la casa discografica che detiene i diritti delle sue canzoni.

a.cavalcanti

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