Mercoledì 14 Aprile 2010

Stintino, la Pelosa
rischia di sparire

«La famosissima spiaggia della Pelosa a Stintino in Sardegna rischia di sparire a causa dell'erosione costiera, che anche a causa dell'accelerarsi dei mutamenti climatici, di anno in anno porta via metri di arenile. Un danno enorme che senza i necessari interventi di recupero, potrebbe rovinare per sempre una delle spiagge più belle e famose del nostro paese, custode di un paesaggio naturale e ambientale unico e proprio per questo meta di turismo nazionale e internazionale».

A lanciare l'allarme è Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, che ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro Prestigiacomo. «Da alcuni anni - spiega Realacci - il Comune di Stintino, insieme all'Ispra e con la collaborazione di numerose università italiane ha realizzato un progetto di ricerca per il recupero e lo sviluppo del turismo sostenibile dell'area che sarà presentato venerdì prossimo nel corso di un convegno a Stintino e che prevede molti interventi per fermare l'erosione costiera, per valutare la pressione turistica durante i mesi di maggiore affluenza e per salvaguardare il pregevole ecosistema che caratterizza quel tratto di costa. Fra le azioni previste, quella di maggiore effetto, riguarda l'arretramento della strada costiera che attualmente taglia il sistema dunale alle spalle della spiaggia, in modo da ripristinare l'ambiente naturale preesistente e frenare il processo di erosione costiera in atto».

«E' necessario che il Ministero dell'Ambiente - conclude Realacci - per non lasciare che gli studi fatti rimangano nel cassetto, garantisca il finanziamento di questo importante progetto di salvaguardia paesaggistica non solo per la particolare bellezza del litorale di Stintino e il delicato ecosistema da preservare all'interno della sua vocazione turistica, ma anche perché la cooperazione fra i vari istituti di ricerca costituisce uno dei più avanzati esempi di studio e salvaguardia a livello nazionale e internazionale in materia di erosione del litorale per cause ambientali e antropiche».

e.roncalli

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