Sabato 30 Giugno 2012

Costa Verde
L'altra Sardegna

Voilà la Sardegna, facendo rotta sulla magica e incontaminata Costa Verde, dove si dimentica la vita mondana e ci si infila nel mare appiccicati al rumore delle onde ed ai soffi del vento che sembrano parlarti. Meta ideale per staccare la spina dalla baraonda e dalle sfacchinate della quotidianità.

Costa Verde, poche case, rari alberghi, spalle coperte dalle montagne, mare, dune e miniere, Una settantina di chilometri a braccetto con la meraviglia nel sud ovest dell'Isola, da Capo Frasca, non lontano da Alborea a Capo Pecora, posta a due passi da Bugerru, dove inizia la regione del Sulcis-Iglesiante. Lì, è irrinunciabile, a pochi chilometri, un tuffo nelle cristalline acque di una splendida spiaggia di Cala Domestica, raggiungibile viaggiando sulla SS 126 che collega Iglesias a Fluminimaggiore.

Un vero e proprio Far West sardo la Costa Verde, scandito dai profumi e dai colori della macchia mediterranea sempre verde, fra ginepri, lentischi e aromatiche pinete. Intorno silenzi claustrali, rotti soltanto dal canto delle cicale e dal risuonare del mare. E sono senza fine le lunghe spiagge bianche e dorate, anemiche al turismo di massa, che si incontrano a risalire da Portixeddu.

Dalla selvaggia Scivu, protetta dalle rocce di arenaria su cui si sbatte spesso il maestrale, alle dune che nascondono il mare della sahariana Is Piscinas, a due passi dall'ombelico del mondo sardo delle miniere di Montevecchio e Ingortosu, nel cuore del Parco Geominerario riconosciuto dall'Unesco in zona Arbus. Proprio a Is Piscinas, accerchiata da alture di sabbia bianchissima, si staglia l'hotel Le Dune, oggi monumento nazionale e un tempo magazzino minerario. Luogo ricettivo che rappresenta una delle rare calamite per agiati turisti. Più alla portata il confortevole Hotel Sardus Pater di Fluminimaggiore, località Portixeddu.

Un gioiello con una quindicina di stanze in collina tutte vista mare, costruito a una cucchiaiata sopra la bislunga spiaggia di San Nicolò. E avanti con le incontaminate spiagge che si succedono risalendo la costa; lasciato Is Piscinas e percorrendo un chilometro di sterrato, ci si immette sulla panoramica che porta a Torre dei Corsari, sinuoso cammino che alterna terrazze sul mare a svolte nell'entroterra. Fra le perle è d'obbligo una visita alla lingua dorata di Funtanazza, dove troneggiano i ruderi della colonia costruita negli anni '50 per i figli dei minatori e tuttora abbandonata.

Quindi Marina di Arbus. A seguire gli unici due luoghi di ricezione turistica, seppur limitata, Portu Maga e in particolare Torre dei Corsari, centro dotato di servizi turistici e dove si incrociano le spiagge di Is Arenas e S'Acqua ‘e S'Ollastu. Ma non solo spiagge. La Costa Verde rappresenta anche una opportunità per un tuffo nell'arte e nella cultura. Oltre ai cimeli della archeologia industriale del passato minerario, accompagnato da palazzine Liberty in rovina, edifici minerari, macchinari segnati dalla ruggine e vecchie rotaie, da non perdere a Fluminimaggiore, al confine con la Costa Verde, sono le Grotte di Su Mannau, un paradiso da scoprire con visite guidate, fra rami turistici e speleologi.

Luca Cuni

e.roncalli

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