Domenica 18 Settembre 2011

Attenti al piercing
Uno su tre si complica

Bucarsi e mettersi orecchini su naso, lingua, bocca o ombelico è una moda che piace sempre di più ai giovanissimi, che spesso ricorrono al fai da te se hanno meno di 14 anni, per aggirare legge e genitori.

A lanciare l'allarme è Mauro Paradiso, dermatologo pediatrico dell'Idi di Roma, dalle pagine della rivista della Società italiana di pediatria, ricordando che il piercing porta al rischio di complicanze ben 1 giovane su 3. «Il piercing lo vogliono anche i giovanissimi under 14 - spiega - ma per farlo in negozi autorizzati devono avere almeno 14 anni o il nullaosta dei genitori. Il risultato è che se lo fanno da soli, anche a scuola, con aghi sterilizzati male o addirittura con le graffette».

Molti poi, per tenerlo nascosto ai genitori, continuano a metterlo e toglierlo, «esponendosi a rischi di gravi infezioni - continua - da stafficolocco aureo, fino alla endocardite batterica. I più esposti ai rischi sono soprattutto i maschi, perchè hanno una percezione dei pericoli più bassa».

Quello delle complicanze da piercing è comunque un problema che riguarda gli adolescenti in generale. Secondo i dati presentati da Paradisi circa 1 su 3 va incontro a complicazioni mentre 1 su 100 finisce per rivolgersi al pronto soccorso. I problemi più frequenti sono sanguinamenti, infezioni, e cicatrici cheloidi sulla lingua, vicino gli occhi e i genitali. Sul che cosa spinga i ragazzi a «bucarsi» in modo estremo, una parziale spiegazione la dà Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano.

«Gli studi con la risonanza magnetica funzionale - precisa - mostrano una relazione profonda tra disturbi della personalità, difficoltà nell'identità di genere con livelli di confusione elevati, che iniziano molto presto, e le tipologie di piercing più devianti. I ragazzi "s'imballano" e in questo cortocircuito l'impulsività, tipica dell'adolescenza, è il sintomo comune. Quanto più la pratica è deviante e trasgressiva, tanto più è segnale di grave impulsività e viceversa».

a.ceresoli

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