Lunedì 30 Aprile 2012

Visite gratuite
per la bocca anziana

È assodato da studi e ricerche ma anche da una percezione comune: con l'avanzare dell'età sono molte le persone anziane che considerano la cura dei denti non più una necessità primaria, vuoi per una scarsa conoscenza delle correlazioni tra l'igiene orale e alcune patologie sistemiche, vuoi perché il loro fisico è già gravato da altre malattie importanti, vuoi anche per ragioni economiche.

L'allungamento della vita e il crescente buono stato di salute delle persone non più giovani devono invece far riflettere quanto sia importante curare la nostra bocca, e non solo per motivi estetici. Sono questi i presupposti che hanno spinto il Servizio di Odontoiatria di Humanitas Gavazzeni ad organizzare per tutto maggio «Il mese di prevenzione sulla salute orale dell'anziano».

Per tutto il mese di maggio gli specialisti del Servizio di Odontoiatria di Humanitas Gavazzeni offrono infatti la possibilità di effettuare gratuitamente (su prenotazione, per informazioni e prenotazioni, tel. 035.420.49.00) visite odontoiatriche in cui verrà effettuata la valutazione della masticazione e dei manufatti protesici esistenti oltre a fornire consigli per una corretta masticazione.

«Una delle condizioni di salute che maggiormente influisce sulla qualità della vita è quella orale - dice Luigi Pellegrino, referente clinico del Servizio di Odontoiatria di Humanitas Gavazzeni - sia nell'accezione relazionale (sappiamo tutti quanto conti avere un bel sorriso e poter mangiare con piacere e senza problemi) sia per quanto riguarda le malattie correlate e cumulative a partire dalle infezioni orali croniche».

«La salute orale infatti incide sulla salute generale dell'anziano, gli permette di potersi nutrire in modo soddisfacente, sorridere, ridere mostrando i denti, parlare in maniera fluente, mantenere una buona vita sociale - aggiunge il dottor Pellegrino -. Al contrario, sono molti e troppi gli anziani che tendono a non sorridere, a limitare le conversazioni allo stretto necessario, a dover eliminare dalla propria tavola una serie di alimenti creando spesso sfiducia in se stessi e patologie da malnutrizione».

a.ceresoli

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