Davide Brivio e l'autodromo
"Puntare su eventi come il Rally"

Lesmo - Dici Davide Brivio e pensi a Valentino Rossi. Perché c’è lui, negli ultimi anni, dietro ai successi del 46 di Tavullia. Dietro, o forse accanto. Lui che per guarire la Yamaha da dodici anni di digiuno forzato, ha strappato il Dottore alla Honda e riportato il titolo iridato nella casa dei tre diapason. Grazie anche ad appuntamenti notturni nel paddock per convincerlo al cambio di sella e improvvisate nelle caotiche vacanze di Ibiza. Non c’è bisogno di meditare per assicurare che Brivio la sua partita l’ha vinta. Eccome. Oggi lui stesso è un volto famigliare che compare nelle domeniche tra primavera e autunno sugli schermi di casa, sempre sorridente e disponibile a trattare con semplicità le più grandi imprese della MotoGp e, ovviamente, di Valentino.

Solo poche settimane fa ha preso parte al Rally di Monza, nell’ormai irrinunciabile consuetudine negli ultimi anni. “È doveroso fare i complimenti agli organizzatori, per la capacità di far vivere così bene un appuntamento che è entrato nella tradizione motoristica. I numeri, in quanto a spettatori, dicono che è sempre più un successo”. Lui che si è piazzato al 13esimo posto davanti ai 35mila della tre giorni d’autodromo, sa bene quant’è importante tenere nella giusta considerazione la risposta che viene dal pubblico. “Quello del Rally di Monza, di un appuntamento che esalta una struttura come quella di un autodromo, è un esempio più unico che raro nel mondo dei motori. Il suo successo sta in questo, oltre al fatto che in Italia così come in Spagna si vivono le corse con grande passione e coinvolgimento. Non ci sono eguali nella passionalità che i latini mettono in sport di questo tipo. E Monza è sempre molto sensibile a certi stimoli”.

Perché l’autodromo sia tempio di sport non solo in queste occasioni, può però essere utile guardare anche altrove per cercare nuove strade da seguire? Una domanda che in un momento così delicato sul futuro del circuito monzese potrebbe dare risposte importanti. “Ma per me è difficile giudicare”, ammette Brivio. “La gestione dell’autodromo di Monza è un affare complicato, che contempla tanti aspetti diversi. È sempre stato così, considerando le questioni rumore o il fatto di essere all’interno di un parco. Insomma, non è un compito facile. Non so cosa si possa fare di più per rilanciare l’autodromo, ma forse la strada potrebbe essere proprio quella di puntare su eventi come il Rally, che riscuotono così tanto successo. Incrementare questi appuntamenti può essere sicuramente positivo, come del resto affiancare gare motoristiche a iniziative differenti, aperte ad altri sport, come peraltro già avviene. Penso alla corsa o al ciclismo. Di certo, l’autodromo di Monza merita il massimo. Ha una storia pressoché senza pari al mondo, che è giusto che venga valorizzata. E poi è lì che è nata la mia passione...”

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