Chiara, imprenditrice a 20 anni  L’impresa dei sogni  è un piccolo frutto
L’azienda agricola è specializzata in lamponi, mirtilli e altri piccoli frutti

Chiara, imprenditrice a 20 anni

L’impresa dei sogni

è un piccolo frutto

Chiara Guffanti, dopo gli studi a Minoprio ha rilevato un’azienda agricola a Pellio Intelvi. «Coltivare mirtilli, lamponi e more: un lavoro duro ma affronto sempre tutti gli ostacoli con ottimismo»

Giovane, donna, startupper del settore primario tre elementi che rendono subito interessante la storia dell’azienda agricola Il Piccolo Frutto di Chiara a Pellio Intelvi. A muovere giovani e giovanissimi verso gli antichi mestieri è quasi sempre la passione, come quella di Chiara Guffanti, ventenne, da quest’anno titolare de Il Piccolo Frutto di Chiara: «Quando mi hanno proposto di acquistare l’azienda ero la donna più felice di questo mondo. Era quello che desideravo, stare all’aria aperta, era quello per cui avevo studiato».

La storia di Chiara e del suo percorso imprenditoriale inizia con l’amore per la natura: «La montagna è stata la mia passione fin da bambina: passavo intere giornate in montagna. Sognavo di aprire un agriturismo, col tempo e con il percorso di studi ho cambiato prospettiva e mi sono concentrata di più sulla coltivazione di piante biologiche: la mia tesina è stata proprio sull’orto biologico».

Chiara si è formata all’Istituto tecnico agrario di Fondazione Minoprio, dove sì è diplomata. «Terminata la maturità ho deciso di dedicarmi a qualche lavoretto estivo. Non avevo voglia di continuare con gli studi: volevo fare un percorso mio personale. I miei hanno una casa in Val d’Intelvi e ho colto l’opportunità di cercare lì un’impresa dove fare un lavoro estivo. Conoscevo l’azienda dove coltivavano frutti di bosco e così ho chiesto la disponibilità al titolare che è stato entusiasta della mia proposta: una settimana dopo la maturità, lavoravo in azienda».

Era l’estate 2017 e per tutta la stagione Chiara si è dedicata prettamente alla raccolta di piccoli frutti. «È stata un’esperienza fantastica. L’estate successiva, tanto mi era piaciuta quella realtà, ho chiesto al datore di lavoro di poter fare una seconda esperienza e questa volta mi è stato proposto un contratto di affiancamento. Una nuova forma di contratto che prevede una collaborazione tra dipendente e datore di lavoro: i due mettono insieme le forze per gestire l’attività. L’ex titolare, ottantenne, mi disse che aveva bisogno di una figura che lo appoggiasse e decise di puntare su di me».

L’esperienza dell’estate 2018 è stata per Chiara più interessante e completa della precedente: dalla semplice raccolta dei frutti è passata a prendere in mano la gestione dell’attività, dalla vendita dei prodotti alle potature, al taglio dei prati. «Durante l’inverno, poi, il titolare ha parlato con i miei genitori. Voleva mollare, vista l’età non se la sentiva più di proseguire l’attività. Ha buttato lì la proposta di far rilevare tutto a me. È stato il momento più felice della mia vita».

Poi i dubbi: 20 anni, certo un poco di esperienza, ma gestire un’azienda agricola è un grosso impegno. «Sono stata un poco titubante, ma alla fine la proposta mi ha entusiasmata e ho preso la palla al balzo per affrontare questa nuova avventura».

E così da aprile Il Piccolo Frutto di Chiara, due ettari di superficie coltivata in buona parte a mirtilli, ma anche lamponi tradizionali, gialli e neri, more, iosta, uvaspina, ribes e fragole. «Affronto tutto con ottimismo, vedo in questa realtà il mio futuro. Sono soddisfatta di quello che sto facendo, anche se è un’attività impegnativa: ci si alza la mattina presto e si finisce la sera alle sette e mezza. In montagna poi è tutto ancora più tosto. Ce la sto mettendo tutta e posso contare sui miei genitori che sono al mio fianco, sono un grande appoggio».

Anche l’ex titolare non lesina consigli e supporto soprattutto per il lavori più grossi, e per la raccolta saranno assunte altre persone.

Chiara Guffanti, seppur giovane, ha già le idee chiare. «Sul lago di Como ci sono poche le aziende che coltivano frutti di bosco e questo potrebbe essere un elemento di successo. I frutti di bosco, poi, sono più legati al contesto naturale di montagna e questo mi piace ancora di più. Per allargare i clienti ci stiamo attivando con diversi ristoranti di Como e della Val d’Intelvi, con il centro commerciale di Arese, ma anche le gelaterie. Abbiamo anche uno spaccio e trovandoci in una zona di passaggio per andare al Monte Generoso e in molte passeggiate, contiamo sulla sosta dei turisti. In prospettiva sicuramente sarà da valutare la vendita online per arrivare a Milano dove molti cercano i nostri prodotti».


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