Lunedì 27 Febbraio 2012

Spalle, non sempre
serve il bisturi

Dopo il mal di schiena e i disturbi cervicali, la spalla è il motivo per cui ci si rivolge più spesso al proprio medico di famiglia e allo specialista. A soffrire di dolori di spalla si è infatti in molti, giovani e meno giovani. Ne abbiamo parlato con Enzo Vinci e Eugenio Cesari dell'Unità operativa Chirurgia della Spalla di Humanitas Gavazzeni.
Perché la spalla è così esposta al dolore?
«La spalla è un'articolazione molto complessa, con un equilibrio "precario", ricca di recettori che troppo o mal stimolati possono generare dolore». Cosa causa danni alla spalla? Quali sono le patologie più frequenti? «I danni alla spalla possono essere dovuti ad un trauma (fratture o lussazioni), a ripetuti microtraumi frequenti in chi pratica particolari attività sportive, o alla degenerazione spesso legata all'avanzare dell'età».
Per quanto riguarda le malattie legate all'invecchiamento, soffrono di spalla più gli uomini o le donne? Esistono dei fattori di rischio?
«Le donne, per la più frequente presenza di osteoporosi, sono più a rischio di fratture omerali. Esistono invece dei cosiddetti "fattori di rischio" predisponenti all'insorgenza di patologie della spalla, come le malattie sistemiche (diabete, dismetabolismi) o stili di vita come il fumo ed attività lavorative».
Quali sono le prime indicazioni da seguire quando si ha un problema alla spalla?
«In molti casi i problemi si possono controllare con un adeguato periodo di riposo, con l'assunzione di farmaci (sempre sotto controllo medico), e con la fisioterapia. Se non ci fossero risultati, allora il proprio medico di famiglia può consigliare una radiografia e una visita dallo specialista. Dalla radiografia infatti possono emergere alterazioni anatomiche dell'osso o segni indiretti che possono far pensare alla presenza di altre lesioni. Eventuali altri esami di secondo livello andrebbero prescritti dallo specialista, solo in caso di precisi dubbi clinici».
Se la situazione non si risolve bisogna ricorrere all'intervento chirurgico?
«In pazienti selezionati e in caso di fallimento delle terapie conservative, si può optare per un intervento chirurgico che può essere eseguito sia con tecnica tradizionale che in artroscopia, quindi con piccole incisioni».
Si può fare tutto in artroscopia?
«Oggi, grazie ai progressi della tecnologia, molte patologie possono essere affrontate con tecnica artroscopica mini-invasiva. I vantaggi che offre l'artroscopia sono di tipo funzionale: si ha una visione della spalla a 360 gradi e si risparmiano i tessuti circostanti dal momento che nell'intervento si utilizzano strumenti mininvasivi. Inoltre, con questa tecnica si possono operare persone che potrebbero invece avere problemi ad essere sottoposte ad interventi in anestesia generale».
Quali sono i tempi di recupero?
«Qualunque sia la tecnica utilizzata è la natura che detta i tempi della guarigione, che varia in base al tipo di patologia e all'età del paziente. Se un tendine è staccato e noi lo "ripariamo", che questo sia stato fatto in artroscopia o con la chirurgia "a cielo aperto" il tempo necessario al tendine per guarire non varia. A guarigione avvenuta, si può tornare ad usare la spalla in modo del tutto normale».
Esistono interventi più complessi quando parliamo di spalla?
«Gli interventi più complessi, ammesso e non concesso che esistono interventi semplici, sono quelli legati a spalle dolorose in cui non c'è una vera e propria lesione anatomica ma c'è un disagio del paziente che persiste nonostante vari trattamenti. Il confine tra patologia e fisiologia in questi casi è molto sottile».
Quando invece parliamo di patologie legate all'età e alla degenerazione?
«Dipende caso per caso. Il paziente dovrebbe essere informato sulle sue possibilità di guarigione sia come percentuale ipotetica sia come livello di recupero e, quindi, se valga o meno la pena sottoporsi ad un eventuale intervento».
Esistono attività sportive più a rischio per la spalla?
«Sicuramente possono essere sottoposti a maggior rischio coloro che praticano quelle attività sportive cosiddette "over head", vale a dire gli sport di lancio come il tennis (per alcuni movimenti), la pallavolo, la pallanuoto e il nuoto stesso per i quali è bene avere una adeguata preparazione fisica».

fa.tinaglia

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