Sabato 26 Aprile 2014

Allarme per la meningite

«Necessario il vaccino per i bimbi»

Ogni anno in Italia oltre 1000 persone contraggono la meningite e circa un caso ogni due riguarda meningite meningococcica. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la meningite meningococcica provoca il decesso nell’8-14% dei pazienti colpiti. In assenza di cure adeguate, il tasso di mortalità sale addirittura al 50%.

”E’ necessario ricordare - ha spiegato Alberto Villani, pediatra dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, all’Italpress - che di meningite si muore. La meningite di tipo B provoca il decesso di un soggetto su 10, indipendentemente dalle cure che vengono effettuate. Dai primi sintomi alla morte passano meno di 24 ore. Non solo. I sintomi iniziali sono aspecifici e solo dopo qualche ora compaiono sintomi che consentono di fare una diagnosi. In 3 soggetti su 10 la meningite di tipo B ha un esito invalidante: deficit neuromotorio, amputazione di arti, problemi neurologici».

Il sierotipo B, oltre ad essere particolarmente aggressivo con altissima letalità, è infatti responsabile da solo di circa l’80% dei casi in età pediatrica, con una massima incidenza soprattutto nel primo anno di vita, tra il 4° e l’8° mese.

”I bambini che possono essere colpiti da malattie infettive devono essere protetti. Contro un nemico del genere -prosegue Villani - l’unico strumento che abbiamo è il vaccino antimeningococco B, immesso sul mercato quest’anno e risultato di oltre venti anni di ricerca».

Il vaccino antimeningococco B (Men B), che a fine gennaio 2013 ha ottenuto dalla European Medicines Agency (EMA) l’autorizzazione all’immissione in commercio, cui ha fatto seguito l’approvazione dall’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) nel maggio 2013, è stato immesso sul mercato italiano a gennaio.

”Il vaccino antimeningococco B va fatto nel primo anno di vita. I vaccini servono - chiarisce il pediatra dell’Ospedale Bambino Gesù - per prevenire malattie gravi, potenzialmente letali, come la meningite. Le controindicazioni, diffuse per ogni tipo di vaccino, sono reazioni locali nel sito dell’iniezione oppure, con una certa frequenza, febbre. In soggetti predisposti o con caratteristiche particolari, come le allergie, ci possono essere altri tipi di reazione: in ogni caso, prima della vaccinazione, sono verificate - conclude Villani - eventuali situazioni a rischio».

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno si verificano 500mila casi di meningite meningococcica, di cui circa 50mila letali. Inoltre, il 5-10% delle persone che contraggono l’infezione muore nonostante la malattia venga diagnosticata in tempo e si riceva un trattamento appropriato. Per quanto riguarda il sierotipo B del meningococco, si stima che nel mondo si verifichino ogni anno tra i 20mila e gli 80mila casi, con un tasso di letalità medio del 10%.

La meningite è un’infezione delle meningi, membrane che rivestono il sistema nervoso centrale e proteggono il cervello e il midollo spinale, che esordisce improvvisamente in persone sane, soprattutto nei bambini nei primi mesi di vita.

Le infezioni più frequenti, ma anche le meno pericolose sono, in genere, quelle provocate dai virus. Le forme più gravi della malattia sono, invece, quelle provocate dai batteri, in particolare da Neisseria meningitidis (meningococco), Haemophilus influenzae tipo b (emofilo di tipo b o Hib) e Streptococcus pneumoniae (pneumococco).

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

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