Cantu', vera squadra
Sono tutti importanti

Dopo sei giornate Cantù propone sei dei suoi giocatori in doppia cifra per punti realizzati, pur non avendone alcune nel listone dei primi trenta in assoluto

Il rischio era che il trittico di gare terribili in campionato potesse anche risolversi in un bagno di sangue. Perché se il calendario ti assegna dapprima Siena e subito dopo una duplice trasferta campana ad Avellino e Caserta, non puoi fare altro che dover stare assolutamente in campana. Anche perché, a mo' di appiccicosi coriandoli, qua e là insistono anche le partite di Eurocup. Come dire ritmi, pressioni, fatiche e frequentazioni alle quali questa Cantù non è abituata.
Ebbene, a due terzi di quell'intricato e insidioso percorso, la Bennet può sentirsi autorizzata a gonfiare il petto. Perché, intanto, le modalità della sconfitta con la Montepaschi (che in settimana avrebbe poi schiantato il Barcellona) hanno deposto quasi tutte a favore della squadra biancoblù. Che, nell'occasione, ha giocato da Siena - quella "vecchia" per intenderci - più di quanto non abbia fatto la stessa Mens Sana: solida, corale, con una precisa identità difensiva e con un autentico sistema di gioco. Caratteristiche che la Bennet ha replicato sabato ad Avellino prendendosi intanto i due punti ma suscitando pure parecchia ammirazione tra gli avversari per come, appunto, si è saputo proporre.
Confermando, una volta di più che quella teleguidata da Andrea Trinchieri è una vettura che pur non potendosi ancora completamente consegnare nelle mani del pilota automatico non ha tuttavia la necessità di affidare le proprie velleità e le proprie fortune sempre in capo allo stesso conducente. Dopo sei giornate, infatti, Cantù propone sei dei suoi giocatori in doppia cifra per punti realizzati, pur non avendone alcune nel listone dei primi trenta in assoluto. Non dare riferimenti agli avversari non significa mascherarsi. Tutt'altro. E domani la squadra

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