Sabato 16 Aprile 2011

Comense, finalmente
una serata di festa

CASNATE - «Grazie per tutto il sostegno che ci avete dato durante la stagione e anche in questo momento di "disturbo" ma questa è una serata di festa e quindi non parliamo d'altro. E' stato un anno sfortunato ma non possiamo che essere soddisfatti per gli obiettivi raggiunti: vi lasciamo con la speranza di avere meno jella e di ripetere un buon campionato». Queste le uniche parole del presidente Antonio Pennestrì nella consueta festa di fine stagione che si è tenuta venerdì sera al Palasampietro alla presenza della squadra e dei tifosi. Assente solo Jansone, già rientrata in Lettonia, sulle tribune c'era anche l'ex Slavcheva che ha casa a Como. Barbiero discuterà la prossima settimana il rinnovo del contratto, in ogni caso il coach sarà al raduno della nazionale il 14 maggio. Tra le convocate forse non ci sarà Donvito. Il dott. Chiesa lascia la Comense dopo 23 anni, pur rimanendo a disposizione della società. E' stata una stagione piena di infortuni e alla fine s'è rotto anche il filmato sui play off preparato per l'occasione. Tra i saluti delle giocatrici è stato ben accolto dai tifosi il «ci vediamo l'anno prossimo» di Jillian Harmon.
Sull'episodio di Abiola Wabara è intervenuto venerdì sera a Young Radio il presidente del Geas, Mario Mazzoleni, che ha ripercorso la vicenda in risposta all'intervento di qualche giorno fa di Antonio Pennestrì sulla stessa radio. Un intervento molto pacato anche se più volte Mazzoleni ha ripetuto, un po' polemicamente, la frase «forse Pennestrì è stato male informato».
Il presidente milanese ha rifatto la storia del caso ribadendo il concetto che «se si fosse fatto subito il comunicato, come da noi proposto la mattina dopo la partita, stigmatizzando l'accaduto e isolando i provocatori, che anche noi abbiamo identificato estranei alla Comense, tutto questo can can non sarebbe neppure iniziato».
Quanto alle accuse di avere alle spalle la Gazzetta dello Sport, Mazzoleni ha detto: «Tutto è partito, ed è dimostrabile guardando i siti internet, dall'inchiesta di un giornalista di Repubblica che ha lanciato la notizia nel pomeriggio sull'edizione on line dopo aver sentito sia noi che la Comense. Gli altri sono venuti dopo. Anzi voglio aggiungere che la vera ondata sui media nazionali che ha portato all'intervento delle firme più illustri, è venuta solo dopo la pubblicazione sul sito della Comense delle esternazioni di Pennestrì».
Quanto alla reazione di Wabara (il dito medio alzato verso il pubblico, ndr) Mazzoleni ha detto che non si può mettere la provocazione razzista e la reazione sullo stesso piano e che la stessa Wabara, il giorno dopo, si è scusata per questo gesto.
«Noi non vogliamo speculare su questo episodio - ha sostanzialmente proseguito Mazzoleni - perché alla fine ne abbiamo fatto le spese tutti. Lasciamo che la Questura di Como lavori e faccia luce sul fatto e ritorniamo a parlare di sport».
Alla domanda se non avesse timori per gli incontri fra le due squadre nel prossimo campionato, Mazzoleni ha risposto: «No, anzi voglio far notare che l'altro giorno, nella prima semifinale contro Taranto, alcuni tifosi della Comense sono venuti ad aggiungersi ai nostri. A Pennestrì dico solo: si informi meglio su quello che è realmente accaduto, incontriamoci e organizziamo ancora tante belle partite fra le nostre squadre».

g.valentini

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