L’atletica comasca ad Ali spiegate. «Un centometrista nato: esploderà»

Il personaggio Chituru raccontato dal suo allenatore alle Fiamme Gialle Claudio Licciardello: «Ai Mondiali ha pagato emozione e blocchi di partenza diversi. Diamogli tempo di crescere»

L’atletica comasca ad Ali spiegate. «Un centometrista nato: esploderà»
Chituru Ali reduce dai campionati Mondiali di atletica

«Se scenderà sotto il muro dei dieci secondi? Certo ma non subito, ma alla fine di un percorso di due o tre anni». Claudio Licciardello, catanese di 36 anni è dallo scorso mese di settembre l’allenatore di Chituru Ali, da quando si è trasferito a Castelporziano, centro tecnico delle Fiamme Gialle. Il tecnico è convinto delle qualità dell’albatese. «Ovviamente adesso sotto gli occhi avete la non bella prestazione nei 100 metri del Mondiale di Eugene, ma quello non era il vero Ali. O meglio -dice – ha avuto qualche problema, non fisico per fortuna. Non sono uno a cui piacciono le scuse dopo una gara “bucata” ma dobbiamo considerare che ha solo 23 anni ed era impegnato in un contesto di altissimo livello, tra l’altro negli Stati Uniti. Gli vogliamo concedere un po’ di emozione? Anche perché questa esperienza diventerà utilissima nei prossimi impegni a partire dal Campionato europeo di Monaco».

Licciardello svela poi un particolare, che potrebbe essere insignificante ma che poi è diventato decisivo. «I velocisti ed anche Ali vogliono che tutto sia a posto prima della gara. A partire dal blocco di partenza. L’albatese invece il giorno della batteria ha scoperto che il blocco era completamente diverso da quelli che aveva utilizzato negli allenamenti. E questo lo ha innervosito e non solo per un motivo scaramantico».

Per il tecnico catanese, analizzata la partecipazione al Mondiale, è il momento di guardare al futuro. Non quello prossimo con i continentali, ma quello più lontano. «Stiamo lavorando per le Olimpiadi di Parigi 2024 che sono il vero obiettivo di Ali -dice Licciardello -. Allora a 26 anni sarà al massimo della condizione atletica. Mancano tre anni e dico meno male. Perché la sua crescita deve essere costante e progressiva. Ogni step eliminiamo un difetto o correggiamo un errore. Da fuori possono sembrare degli insignificanti particolari ma quando in ballo ci sono dei centesimi pesanti, nulla può essere lasciato al caso». Al comasco poi non manca l’impegno. «Ha capito subito che deve avere molta pazienza e che non deve bruciare le tappe e sta lavorando tantissimo - dice il tecnico catanese-. Già questa stagione i risultati sono arrivati con la maglia azzurra al Mondiale e all’Europeo e, soprattutto con la riduzione degli infortuni muscolari, ed una maggiore continuità di impegni». Ultimo dubbio da chiarire: ma è un ostacolista o un velocista?. «Sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci: io ringrazio le piccole società che offrono l’opportunità di praticare l’atletica. Il fisico di Ali lo ha portato agli ostacoli alti, ma lui ha la velocità nel sangue. E’ un centometrista nato, anche se nei prossimi anni, magari dopo Parigi 2024, proverà anche la distanza doppia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

True