Balducci e l’asta deserta
«Penso che qualcuno arriverà»

«Ho parlato più volte con il curatore, che non mi sembra un pazzo ma una persona saggia e affidabile. Resto fiducioso»

La voce storica del Como non abdica alla retorica. Nel momento in cui la tifoseria comincia a perdere certezze sotto i colpi delle aste a vuoto, nei giorni in cui la gente comincia fasciarsi la testa dicendo «ma possibile che il Como non interessi a nessuno?», lui, Nino Balducci, telecronista e memoria storica degli azzurri, non cede. Tiene la barra dritta, resta lucido, non si piange addosso e predica realismo imbevuto in mezzo bicchiere di ottimismo. Se ha capito tutto o se sia come Hiroo Onoda, l’ultimo giapponese ad arrendersi 30 anni dopo la fine della guerra, lo scopriremo presto. Intanto onore al merito.

Nino, qui non arriva nessuno. Disastro o strategia?

«Io penso strategia. Ho parlato più volte con il curatore, che non mi sembra un pazzo ma una persona saggia e affidabile. Ha parlato con più persone di quante si possa pensare. Non possono essere sparite tutte. Non ci credo». Il resto dell’intervista sul quotidiano di oggi.

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