Ballerini: «Sanremo e Roubaix  musica classica per le mie orecchie»
Davide Ballerini (24 anni) in maglia Astana

Ballerini: «Sanremo e Roubaix

musica classica per le mie orecchie»

Il corridore canturino dell’Astana sarà domani al via della Classicissima.

Ci siamo. Davide Ballerini è pronto al “vero debutto” della sua stagione. La stagione della consacrazione tra i big del ciclismo. Il ragazzo di Cantù (24 anni), per il 2019, è passato dalla Androni alla Astana, la squadra del Kazakistan. Come essere passato dal Parma all’Inter. Insomma, uno squadrone top (tra l’altro vincente nelle prime gare della stagione), dove misurare le sue ambizioni di grande talento italiano che tutti aspettano. Davide, ragazzo freddo, che sembra prendere tutto come fosse una cosa normale, non è il tipo da farsi venire le vertigini. Ha ottenuto già un terzo posto al giro dell’Oman (nella sesta tappa, dietro Nizzolo e Colbrelli), mettendosi in evidenza anche in un paio di tappe della Tirreno Adriatico. Ora si fa sul serio. Domani c’è la Sanremo.

Un po’ come un debutto.

«In un certo senso sì. Anche se lavoro ormai da mesi. Quest’anno ho staccato solamente 15 giorni, dalla fine della stagione scorsa all’inizio degli allenamenti. Per farmi trovare in piena forma e non lasciare nulla al caso».

Ti senti a un capitolo nuovo della tua carriera?

«Certamente. E come potrebbe essere altrimenti? Quando sei in una squadra al top cambiano molte cose. E senti di avere tutto intorno a te per esprimere le tue qualità».

Con quale programma?

«Farò la Sanremo, e la prima parte delle classiche del Nord. Le corse in Belgio, il Fiandre, la Gand. La seconda parte della stagione è da disegnare.

Grandi Giri?

Non è ancora deciso nulla nel dettaglio, ma non dovrei farli. Abbiamo pensato di orientarci su gare che siano più vicine alle mie caratteristiche. Dunque grandi classiche, corse in linea

.

Dunque la Sanremo.

«La Sanremo è una corsa strana. Devi conservare le energie, devi ascoltare il tuo fisico durante la corsa e capisci solo verso la fine se ne hai per essere protagonista. Del resto sono distanze che in allenamento non provi mai. Però è una bella gara, emozionante. Io, quando l’ho fatta due anni fa, sono rimasto colpito dal pubblico nell’ultima parte del tracciato. Che entusiasmo, che festa».

Pensi di poter essere protagonista?

«Vediamo. Ma se proprio devo fare una confidenza sottovoce, punto sulle corse in Belgio. Lì mi piacerebbe lasciare il segno. Quelle sono le mie corse».

L’intervista integrale sulla Provincia di venerdì 22 marzo


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