Banchini pensa alle novità  «Ma conta il gruppo»
GATTO A TERRA (Foto by Fabrizio Cusa)

Banchini pensa alle novità

«Ma conta il gruppo»

«Una squadra che gioca e vince in dieci contro il Renate, che con la Pistoiese insiste per cercare la vittoria fino al novantesimo, di entusiasmo ne è piena»

Cinque partite da affrontare in quindici giorni, la caduta con il Lecco da cancellare immediatamente, nuovi giocatori da mettere alla prova. Di carne al fuoco ce n’è tantissima in questo periodo per il Como e per Marco Banchini. Che tra le diverse considerazioni del prepartita di domani con la Lucchese mette l’accento anche su questa.

«Una squadra che gioca e vince in dieci contro il Renate, che con la Pistoiese insiste per cercare la vittoria fino al novantesimo, di entusiasmo ne è piena». E, dopo aver rivisto e rianalizzato a video gli errori del derby, «ce ne sono stati sia individuali che di gruppo», è con quell’entusiasmo che va azzerrata e cancellata la brutta caduta. «Se non andiamo in campo sempre con la voglia di vincere, sbagliamo».

Aspettarsi una rivoluzione dopo la caduta di domenica non è nella filosofia di Banchini, e forse nemmeno sarebbe possibile. Resta il fatto che ci sarà sicuramente spazio per tutti e soprattutto bisogno di tutti vista l’intensità degli impegni, e ora le alternative non mancano. «Ogni settimana è diversa, i cambi di formazione si fanno in base allo sviluppo del lavoro prima di ogni partita. Il gruppo è unico, e solo il gruppo compatto può fare la differenza. In questo momento abbiamo tante gare, e quindi tutti saranno coinvolti. Anche chi subentra e gioca poco in una gara sa che potrebbe giocare dall’inizio quella successiva».

Ecco quindi che più che mai ora diventano importanti le condizioni individuali e la velocità di inserimento degli ultimi arrivati. «E’ rientrato dalla Nazionale Bansal, molto carico, c’è Walker che ancora deve crescere ma sta lavorando molto bene, ci sono due difensori di talento e prospettiva come Agyakwa e adesso anche Foulds, lo spazio per tutti c’è, dobbiamo metterli nelle condizioni di esordire in situazioni favorevoli». Cosa che non è stata possibile domenica scorsa per Ferrari, «mi sarebbe piaciuto metterlo in campo in una condizione diversa, anche solo su uno 0-2, con una giocata o un episodio avrebbe potuto aiutarci. Per quanto comunque con due attaccanti siamo effettivamente riusciti a creare qualcosa di interessante».


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