Cantù, Oldoini svela le carte: «Tante soluzioni da sperimentare»

Basket Dal vice di Sacchetti il bilancio del mercato che punta sul talento di Rogic, Hunt, Berdini e Baldi Rossi

Cantù, Oldoini svela le carte: «Tante soluzioni da sperimentare»
Massimiliano Oldoini, vice coach della Pallacanestro Cantù

Non c’era bisogno di una rivoluzione. E rivoluzione non è stata alla Pallacanestro Cantù. A pochi giorni dal raduno – visite mediche il 17, primo allenamento il giorno dopo – si comincia a fare un bilancio del mercato. È una squadra tutta da scoprire, con un coach nuovo, ma che riparte da una base consolidata di giocatori e staff tecnico.

«Avere con noi facce conosciute sarà un valore aggiunto – spiega Max Oldoini, confermato nel ruolo di assistente -, sarà un po’ più facile ripartire da un nucleo di italiani che l’anno scorso ha comunque fatto bene. La società è partita da questo presupposto: avere nel roster giocatori che conoscono già l’ambiente e già abituati a giocare insieme faciliterà il lavoro della squadra e l’inserimento dei nuovi».

Oldoini stesso non si è mosso ed è pronto a questa nuova avventura alla S.Bernardo. Che ha agito sul mercato secondo le indicazioni di coach Romeo Sacchetti, in primis un play e un lungo dotato di atletismo.

Tante attese dai fuoriclasse

Cosa è cambiato? «Abbiamo un play un po’ più puro come Rogic, che ha fatto molto bene negli ultimi anni: sa segnare e fa segnare, mette in ritmo i compagni, speriamo sia un bell’upgrade per noi. Alle sue spalle si è scelto un giovane di belle speranze come Berdini: l’avrei voluto qualche stagione fa con me a Vicenza. È serio ed è un ragazzo interessante».

L’altra richiesta di Sacchetti è stata il potenziamento del settore lunghi: «Ci sono tre giocatori nuovi, tutti diversi tra loro. Abbiamo un atleta come Hunt con un passato importante anche in Italia, Pini che ho allenato ad Avellino ci darà solidità in difesa con rimbalzi e lavoro sporco dentro l’area, oltre e Baldi Rossi che non scopro certo io: è un giocatore di qualità che può giocare in due ruoli».

Le soluzioni, in generale, non mancano. Si va verso una Cantù camaleontica: «Potremmo anche giocare con due guardie, ma sono aspetti che valuteremo: Bucarelli può giocare come “1” e “2”. Pensiamo che Nikolic, da “3” come nel finale della scorsa stagione, possa darci fisicità. Avremo tante soluzioni da sperimentare».

Voglia di andare in campo

Nello staff è rimasto Oldoini, dopo l’addio a coach Marco Sodini: «Anche io sono impaziente di iniziare. Essere assistente di un allenatore importante come Meo sarà un’esperienza diversa e nuova, ho grandi stimoli. Io l’ho vissuto da piccolo solo vedendolo giocare, poi ci siamo incontrati sul campo solo da avversari. Nel suo curriculum ci sono solo successi, sarà per tutti un’esperienza nuova e coinvolgente. Tutti ci dovremo adeguare al suo basket, che sarà diverso da quello di Sodini».

Anche quest’anno, per Cantù non mancherà la concorrenza nella corsa alla promozione in serie A: «Non tutti vincono al primo colpo, Napoli ci è riuscita dopo cambiamenti, Udine è ancora in A2, Verona e Scafati ci sono riuscite dopo tanti anni. I progetti vincenti si fondano su basi solide, a livello societario e tecnico.

«Non sempre si vince al primo colpo, anzi quasi mai. Ci vuole tempo, tutto va costruito. Noi ci siamo andati vicini, ma sappiamo che non basta. Ecco perché era giusto ripartire cercando più conferme possibili nella squadra». L. Spo.

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