Coach frontalieri, finita la stagione Tornano anche Cabibbo e Montini
Salvatore Cabibbo

Coach frontalieri, finita la stagione
Tornano anche Cabibbo e Montini

Annata finita anzitempo per i due allenatori comaschi presenti nella Swiss Basketball League (la nostra serie A)

Una delle prime leghe di basket a fermare e annullare i campionati è stata quella svizzera. Stagione dunque finita anzitempo anche per i due allenatori comaschi presenti nella Swiss Basketball League (la nostra serie A): Salvatore Cabibbo del Lugano Tigers nel maschile, e Walter Montini a Riva San Vitale nella femminile.

«Hanno sospeso definitivamente il massimo campionato già il 12 marzo, senza assegnare gli ultimi titoli. E la Confederazione ha già stanziato dei soldi per le società sportive» spiega Cabibbo.

I Tigers erano ottavi in classifica (su 12). «L’obiettivo era entrare nelle otto dei playoff. Mancavano due partite e poi ci sarebbe stata la seconda fase. Tutto sommato non stava andando male, considerando che rispetto a qualche anno fa il budget è dimezzato, e viste le tante problematiche di infortuni che abbiamo avuto già dal precampionato e fino alla partenza di Portannese, il nostro miglior giocatore, per l’A2 di Scafati».

Cabibbo è arrivato a Como da Ragusa otto anni fa («andavo a Cantù a vedere gli allenamenti di Lambruschi»). Ha allenato Pall.Como serie D e Pol.Comense giovanili, per poi fare tre anni da assistente in serie A a Lugano e Massagno. È così diventato un “frontaliere” del basket come altri coach comaschi.

«Ma non lo ritengo un ripiego allenare in Ticino. Voglio dire, passare dalla serie D italiana alla A svizzera è un salto notevole. Una bella opportunità. Ero arrivato a Lugano come assistente di Brienza, grazie proprio alla chiamata dell’ex coach di Cantù. Ed è stata una bella soddisfazione quando, la scorsa estate, il presidente Cedraschi mi ha proposto due anni di contratto da capo allenatore».

Montini invece guida da cinque anni le “momò” di Riva. Nel suo curriculum undici stagioni di fila alla Comense da assistente prima e head coach poi, con tre scudetti e cinque coppe nazionali oltre a un secondo posto in Coppa dei Campioni.

«Il problema del basket femminile in Ticino - dice il tecnico cermenatese - è non avere giocatrici senior. Le ragazze infatti vanno tutte all’università, spostandosi in altri Cantoni e lasciando il basket. Viene così a mancare la fascia di giocatrici di 20-25 anni».

Si spiegano così l’organico autarchico di Riva e l’ultimo posto in classifica (9 squadre), con 17 sconfitte in 17 giornate. «Una stagione che non aveva altri obiettivi se non far crescere le ragazze. Non ci aspettavamo neanche di vincere una partita, come poi è stato. D’altronde nel roster oltre a due straniere c’erano solo under dal 2001 al 2005».

«Ho già un accordo per la prossima stagione - aggiunge Montini -. Ma bisognerà valutare se, a fronte di una squadra eccessivamente giovane e inesperta, non sia il caso di rinunciare alla A e scendere in B. Un campionato che potrebbe essere più allenante e più adatto alla crescita».n 


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