Boleso e Pedreschi, le facce di una stessa medaglia
La staffetta di Gaia Pedreschi (prima da sinistra)

Boleso e Pedreschi, le facce
di una stessa medaglia

Un argento Tricolori di staffetta, ma diverso negli effetti

La grande soddisfazione di Clarissa Boleso; la delusione di Gaia Pedreschi. La medaglia è la stessa, l’argento, ma sono due le facce delle velociste comasche che sono andate a podio nelle staffette veloci ai tricolori di Grosseto.

La piazza d’onore con l’Atletica Lecco nelle Under 20 fa felice la luraghese Boleso, il secondo posto con l’Atletica Brescia nelle Under 23 non fa fare i salti di gioia alla carughese Pedreschi. Iniziamo dal lato positivo. «Sono molto soddisfatta dell’argento conquistato con le mie compagne, perché è stato un riscatto della gara individuale - confessa Boleso che nei 400 non è riuscita ad entrare nella finale -. Preferisco il giro di pista che mi ha accompagnata da due anni a questa parte, mentre i 100 li faccio solo in staffetta o in qualche gara per variare. Si chiama “giro della morte”e il nome non poteva essere più azzeccato. Sono tanto faticosi ma quando finisci ti lasciano una gioia nell’aver portato a termine la fatica».

La staffetta richiede un surplus di allenamento. «Nemmeno tantissimo - dice la luraghese -. Due ore, massimo due e mezza, una sola giornata nella settimana prima della gara».

La stagione è stata sicuramente molto particolare. «Diciamo che non è stato un anno facile - dice -. Sono stata ferma a causa del lockdown e riprendere non è stato semplice. Ho cercato di mettere tutta me stessa ma il risultato non era quello che mi aspettavo. Però già aver partecipato è stato molto emozionante».

Boleso guarda al futuro. «Ho tanta voglia di ricominciare a dare il meglio di me negli allenamenti per iniziare il 2021 nel migliore dei modi. Adesso io e il mio allenatore Salvatore Giola ci dedicheremo alla preparazione invernale per il nuovo anno. Magari una “garetta” per non uscire dal giro, come l’800 questo fine settimana. Però adesso testa al 2021».

Delusione per Pedreschi. «Puntavamo al titolo, non lo nascondo - spiega la carughese -.Purtroppo però abbiamo dovuto cambiare, poco prima della partenza, l’ultima frazionista, mettendo Meletto che è un’ottocentista. Il mio cambio (era la seconda frazionista nda) è stato un po’ schiacciato, ma poteva andare meglio». L’obiettivo era anche quello di puntare al record italiano, ma è sfumato.

La comasca è rimasta delusa dalla prova sui 200 individuali. «Avevo delle buone sensazioni ed invece sono letteralmente rimasta sui blocchi - dice -.Si chiude una stagione nella quale ho gareggiato poco e dove ho cambiato anche il modo di correre e la preparazione. Nel 2021 vedremo i risultati».n 


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