Ciciretti: «Sono maturato
È bello ripartire da Como»

Intervista al neo esterno offensivo della squadra di Gattuso

Ciciretti: «Sono maturato È bello ripartire da Como»
Amato Ciciretti
(Foto di Cusa)

La passione e l’entusiasmo non gli mancano di certo. Basta vedere il modo in cui Amato Ciciretti si è presentato in questi giorni ai tifosi, tra video e proclami social. E a mancargli non è nemmeno il carattere, un aspetto che in molti sottolineano quando si parla di lui, e del suo talento forse mai del tutto espresso come avrebbe meritato. Ma lui è pronto per far vedere ai tifosi del Como, e alla sua nuova squadra, chi è davvero.

Amato, piacere di conoscerti.

E’ un piacere per me essere qui, è bastata una telefonata per convincermi. Una sola chiamata di Ludi e già avevo deciso.

A Pordenone soffrivi per la posizione di classifica?

No, non mi trovavo bene per tanti motivi che non voglio approfondire. In ogni caso, al Pordenone stanno facendo altre scelte, puntando più sui giovani. La scelta di andarmene l’avevo già fatta, aspettavo l’opportunità giusta. E questa sono convinto che lo sia.

Tra l’altro, la partita con il Como è stata quella in cui sei rimasto in campo più a lungo nel girone di andata. Un segno del destino.

Chissà, magari anche vedendomi giocare quella sera può essere nata al Como l’idea di portarmi qui. Ho giocato poco purtroppo in questi mesi, devo rifarmi.

Ma come stai? Ti senti pronto?

A inizio stagione ho avuto una distorsione alla caviglia, mi sono fermato una ventina di giorni. Ma adesso sto benissimo, ho sempre lavorato regolarmente in questi mesi. Mi mancano i novanta minuti, ma quel ritmo si può prendere solo giocando.

Parliamo di te?

E del mio carattere, intendi? Il punto è solo uno, a me piace essere limpido, dire quello che penso. E reagire se vedo cose non giuste o persone non sincere. Il mio carattere non è sbagliato, questo lo dice chi non mi conosce. Io reagisco e litigo se so di essere nel giusto. Per difendere me ma anche per difendere i miei compagni, se c’è bisogno. E’ un limite, forse. Ma io sono così.

E’ per questo che hai cambiato spesso squadra?

Forse sì, è dipeso anche da questo. Non mi piace essere ipocrita, e a volte lo si paga. Qualcuno dice che questo può aver influito sulla mia carriera. Io dico che a 28 anni ancora non ho rimpianti. E di sicuro un lato del mio carattere è anche la voglia di riscatto, la voglia di far ricredere tutti.

Intanto di strada ne hai comunque fatta, fino alla A ci sei arrivato più volte.

A Benevento e a Parma, promosso dalla B. Momenti molto belli e molto importanti. Forse avrei potuto fare di più, soprattutto a Parma. Ma sono contento, solo un sogno credo di non poter più realizzare... Quello di ogni bambino romanista, giocare con la Roma e segnare un gol sotto la Sud.

Eppure una cosa l’hai fatta in campo, una citazione al tuo idolo Totti, che ha fatto abbastanza scalpore.

I tifosi della Reggina mi stanno ancora cercando... A parte gli scherzi, giocavo nel Messina, derby sentitissimo. Poco prima c’era stato il selfie di Totti sotto la Sud per festeggiare un gol alla Lazio. Io feci la stessa cosa dopo aver segnato, da lì in poi davvero fui preso di mira dai tifosi della Reggina. Oggi forse non lo rifarei più...

Tatuaggi, invece? Hai ancora spazio per fartene ancora?

Ahah, forse no. Non so nemmeno più quanti sono, ne ho ovunque.

Non hai esattamente l’aspetto di un padre di famiglia, eppure...

Eppure credo proprio di essere un bravo marito e un bravo padre. Ho due bambini, che ora non mi possono seguire per la scuola, ho preferito lasciarli a Roma. Ma la famiglia è davvero il mio punto di riferimento. Ho scelto la maglia numero 17 perchè è il giorno di nascita di mio figlio più piccolo, Santiago.

Il tuo primo impatto con il Como?

Bene, molto bene. Tra l’altro in questo gruppo ci sono diversi ragazzi che conosco, ho giocato con Parigini, alcuni come Cerri e La Gumina li ho incontrati più volte da avversari... E’ una squadra di nomi importanti, l’ho scelta anche per questo.

Hai già capito come dovrai giocare?

Giocando con questo modulo penso da esterno destro, ma io sono comunque abbastanza duttile, in caso di cambiamento posso giocare anche dietro le punte.

Calci piazzati? Sei stato scelto anche per questo...

Punizioni, rigori, calci d’angolo, l’ho sempre fatto, per me è una cosa abbastanza naturale.

Hai seguito il girone di andata del Como? Che impressione hai avuto?

E’ una squadra che sa giocare bene a calcio. E come dicevo, ci sono nomi importanti per la categoria, credo sia l’ambiente giusto per me.

A livello personale, che obiettivi ti sei prefisso?

Quello di riuscire a restare al Como, di farmi riscattare a fine stagione. Dunque di essere utile alla squadra. Io non vivo per il gol, se arrivano ovviamente è meglio, ma mi piace di più aiutare a farli fare. La B è un bellissimo campionato, dove niente è mai scontato e nessuno va sottovalutato. Dunque, non diamoci limiti.

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