La fabbrica del gol: scommessa
del Como sul “made in Italy”

Il decimo attacco del campionato è dell’unica squadra rimasta senza reti straniere. Svetta Cerri (7), poi La Gumina, Gliozzi e Bellemo

La fabbrica del gol: scommessa del Como sul “made in Italy”
L’esultanza di Alberto Cerri
(Foto di Cusa)

Negli anni 50 al Sinigaglia si gridava “Italia Italia” per incitare il Como, unica squadra composta da soli giocatori italiani in un campionato che già allora ospitava molti stranieri.

Ma oggi, in una dimensione di vita molto più globale, fa ancora più effetto un dato che balza all’occhio facilmente: il Como è l’unica squadra di tutta la serie B che ha il cento per cento dei suoi gol realizzati da giocatori italiani. Ed è così non da oggi, ma almeno da qualche settimana.

Scelte accurate

Tra l’altro, parliamo del decimo attacco del campionato, quindi di una caratteristica davvero molto significativo. Una autentica rarità, di cui si può anche andare orgogliosi. Non per peccare di nazionalismo, ma per sottolineare come siano state accurate le scelte nell’allestire la squadra guardando al mercato nazionale, senza la necessità di farsi troppo incantare dall’esotismo.

Ovvio, i gol stranieri non ci sono soprattutto perché nel Como gli stranieri sono pochi. Le quattro punte – Cerri, La Gumina, Gliozzi e Gabrielloni – sono italianissime, tra i cinque esterni offensivi c’è un solo straniero, Blanco, mentre prima erano due, Chajia e Zito Luvumbo.

A centrocampo c’è Kabashi, in difesa il solo Ioannou. Che per esempio era l’unico straniero del Como in campo dall’inizio sabato, mentre il Lecce tra i titolari ne aveva ben sei. Il Como in rosa complessivamente ne ha quattro, la capolista sedici, tanto per dire.

In alcune squadre la percentuale di stranieri sui giocatori impiegati sinora supera il 50, in particolare il Parma è la squadra più esterofila, seguita da Brescia e Pisa. Poi, appunto, c’è il Lecce.

Il Como invece, in una serie B mai così colma di giocatori non italiani, è agli antipodi opposti della classifica, insieme a Cremonese, Vicenza e Alessandria. Dunque, il dato non è direttamente correlabile al risultato, come dimostrano le diverse posizioni di classifica.

Ed è comunque il Como la sola squadra ad avere gol tutti di firma italiana.

Del resto, a parte le prime tre gare di campionato in cui gli stranieri nella formazione titolare erano tre – Ioannou, Chajia e H’Maidat –, non è stato nemmeno così inusuale vedere in campo un Como con undici italiani nella formazione titolare, è successo sei volte.

Formazioni tutte tricolori

Di cui l’ultima nella gara in casa con il Crotone, due settimane fa. Sette volte lo straniero titolare era uno solo, come sabato scorso, e solo cinque volte sono stati due.

Chajia e Ioannou i due più impiegati sinora tra i non italiani.

Insomma, una squadra patriottica, soprattutto quando si tratta di fare gol. Sette reti sono di Cerri, il re dei rigori, cinque di La Gumina, quattro a testa per Gliozzi e Bellemo, tre reti per Vignali, e un gol ciascuno per Iovine, Parigini, Solini e Gabrielloni.

Tutti i reparti hanno dato il loro contributo alla causa: su ventisette gol l’attacco ne ha segnati diciassette, quasi i due terzi, cinque gol sono arrivati dai centrocampisti con Bellemo soprattutto e una rete di Iovine, e quattro dalla difesa, in cui spiccano le tre di Vignali. Una bella distribuzione, tutta rigorosamente tricolore.

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