Da Monza a Monza: la porta
del Como ora ha quattro mani

Gori, il talento della Juve, messo ko all’andata. Così ecco Facchin, che aveva scelto di fare il secondo e che a suon di parate si è conquistato il posto da titolare

Questa è una storia non prevista. Una storia in cui Como aveva programmato di avere “due mani, più due di riserva”, in porta; e invece si è ritrovato con quattro mani a difendere la sua rete. Una storia che è partita proprio nella partita di andata, con l’infortunio di Gori, a Monza, alla fine del primo tempo.

Un grave infortunio muscolare mentre rinviava il pallone. La cui gravità era parsa subito evidente, ma forse non nelle dimensioni che poi sono state accertate. Entrò Facchin (che peraltro subì la rete con l’eurogol al 90’ da fuori area) e da lì non si è più mosso. All’inizio come uomo che doveva tenere il posto in caldo per Gori, poi a suon di parate e mezzi miracoli, vero titolare aggiunto, tanto da far sedere in panchina il n.1, libero di prendersi tutto il tempo per guarire e ritrovare la condizione. Ma va riavvolto il nastro, però. Per spiegare bene. Una volta promosso in B, il portiere della cavalcata vincente, Facchin appunto, 34 anni (che a sua volta aveva vinto il ballottaggio con Zanotti) si era fatto da parte: «Non pretendo certo il posto da titolare - disse -, ma resterei volentieri a guardare le spalle a chi arriverà».

Voce e cuore

L’ex delle giovanili rossonere, famoso per la sua stazza, per la sua determinazione, per la sua indole a dire in faccia le cose e per la sua voce da tenore che sentono anche in cima alla curva quando urla indicazioni, si era fatto da parte di sua spontanea volontà. E il Como aveva puntato su uno dei talenti migliori della B, Stefano Gori, fisico esplosivo (date un’occhiata ai sui video di allenamento: roba da rimanere a bocca aperta), carattere anche, un predestinato che a Pisa hanno ancora come idolo.

Un buon inizio di campionato, a parte l’amnesia con il Frosinone quando si era fatto fregare il pallone aprendo le porte al 2-0. Parate sempre spettacolari, appariscenti, una reattività evidente, e anche le statistiche dalla sua parte: sino a Ternana-Como numeri più brillanti anche di Buffon. La partita migliore, forse, a Ferrara, con quattro interventi decisivi. Poi l’infortunio. Avrebbe dovuto rientrare dopo la sosta invernale, ma è evidente che qualcosa si è complicato. Nel frattempo Facchin, però, ha fatto Superman. Cosa che ha fatto più scalpore, per un che voleva sedersi in disparte. Le due partite fuori catalogo, con il Lecce (due ribattute d’istinto su Coda e Lucioni più la deviazione decisiva sulla ribattuta del rigore finito sul palo) in casa e con l’Alessandria fuori (parate decisive su Corazza, Di Gennaro, Colombi e Lunetta). Ma anche ad Ascoli e a Perugia non male con le reiterate sfide botte e risposte con Bidaoui e De Luca.

Capolavori

Le parate più belle? Le due di fila su Di Chiara e (soprattutto) Cortinovis in Como-Reggina, e quella nell’azione dove curiosamente ha preso il gol da Aye con il Brescia: un tuffo in controtempo su testa di Moreo che sfortunatamente è finito sui piedi del giocatore del Brescia.

Ma forse il tiro più insidioso è stato il fumogeno che lo ha quasi intossicato a Vicenza durante la partita. Ma Facchin ha addomesticato anche quello. E adesso? Il futuro è di Gori, ma è facile aspettarsi Facchin titolare ancora per un po’.

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