Gori, di che pasta sei?
Hard rock per ripartire

Il portiere appena rientrato è ghiotto di carbonara. L’applauso della Curva Como lo ha caricato a mille e lunedì a Pisa sarà una partita speciale, là dove è stato un eroe

Gori, di che pasta sei? Hard rock per ripartire
Il pezzo forte di Gori, la sua esplosività è proverbiale

Nel calcio tutto può sempre cambiare, in ogni momento. Stefano Gori era il portiere titolare del Como, con la chioccia Facchin a guardargli le spalle. Poi l’infortunio, la lunga assenza, e le strepitose parate di Facchin a mettere in dubbio le gerarchie.

E infine il rientro in campo sfortunato, con quattro gol presi, con qualche responsabilità. Non abbastanza però per mettere in discussione le qualità del portiere in prestito, uno che ha già fatto parte di Milan (giovanili) e Juventus (suo attuale club) e che è considerato uno dei migliori nel suo ruolo nel campionato cadetto, tanto che si erano fatti avanti anche Toro e Genoa per averlo.

Applauso

Si è fatto troppo rumore sull’avvicendamento tra Facchin e Gori e questo può darsi che abbia pesato, se non sulla prestazione e sulla serenità di Stefano, almeno sulla percezione degli avvenimenti all’esterno. Certo però che sabato scorso, l’applauso che ha accolto Gori all’inizio del secondo tempo, dopo aver preso i due gol dal Cittadella, quando si è posizionato sotto il settore dei tifosi azzurri, è stato molto significativo. Un gesto che il portiere ha apprezzato molto, tanto da andare a regalare la maglia ai sostenitori a fine partita. Un bell’attestato di fiducia, arrivato da una curva che altrettanto aveva apprezzato Facchin eccome, e che può servire ad affrontare i prossimi impegni con serenità. Tuttalpiù che in ballo ci sono anche le scelte per il futuro: cosa vorrà fare il Como? Cosa vorrà fare la Juve? Cosa preferirebbe fare il giocatore?

Quattro partite dove riaffermare le sue qualità. La prima delle quattro, guarda te il destino, a Pisa dove la tifoseria ha una venerazione per lui: qui ha ottenuto la promozione in B nel 18-19, qui ha conquistato la salvezza nel 19-20, qui è tornato dalla Juve a metà stagione, dopo che era stato acquistato dalla proprietà bianconera. E nell’estate scorsa era in cima ai desideri dei tifosi pisani quando si trattava di mettere giù i piani del mercato

Lui non fa finta di niente. Ai media pisani ha detto: «Il mio legame con la città e con il club è noto a tutti. Sarà sicuramente un vortice di emozioni tornare all’Arena. Sono molto legato a Pisa, sia umanamente che calcisticamente. È senza dubbio l’esperienza più importante della mia vita. Ho tanti amici in squadra ma non solo, sarà sicuramente una partita speciale per me.Il mio infortunio? Dovevo rimanere fuori solo poche partite ed invece i tempi si sono allungati purtroppo. Adesso sono rientrato e voglio dare il massimo in queste ultime 4 partite. Ci siamo salvati con largo anticipo e la stagione è stata indubbiamente molto positiva. Ma vogliamo ben figurare in questo finale e saremo molto carichi per far bene. Sarà una bella partita».

Passioni

E per ripartire si affida ai suoi due grandi amori: la pasta (ghiotto di amatriciana, carbonara, cacio e pepe: anche tre etti dopo la partita) e l’hard rock (Metallica, Acdc) con cui si carica prima delle partite.

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