L’alfabeto del Como, dalla A alla Z
Vecchi successi e nuove ambizioni

Ripercorriamo l’anno solare degli azzurri, con uno sguardo anche al futuro

L’alfabeto del Como, dalla A alla Z Vecchi successi e nuove ambizioni
Una delle tante esultanze del Como nel 2021
(Foto di Cusa)

Buon anno Como! Riavvolgiamo il nastro del 2021, ma diamo uno sguardo anche al 2022 azzurro, con un alfabeto ad hoc.

A mbizioni

Ok, lettera A starebbe anche come... serie A. Ma non esageriamo. Però questo è stato l’anno in cui sono emerse chiaramente le ambizioni della società. E sono alte. Molto alte.

B ellemo

Il capitano è il simbolo di quelli che sono riusciti a ritagliarsi un ruolo anche in serie B. Lui addirittura goleador. Ma come lui anche Iovine, Arrigoni, Facchin, e un po’ anche Gabrielloni, Bovolon e Toninelli. Bravi.

C oppia

Quando abbiamo intuito che non sarebbe stato un Como solo da salvezza? Quando in estate è arrivata la nuova coppia gol, Cerri-Lagumina: due che molti dei tifosi del Como magari avevano al Fantacalcio, due che rasentano il milione di stipendio. Altro che...

D elicato

Il momento dopo le tre sconfitte consecutive con Ascoli, Frosinone e Cosenza è stato più delicato di quanto sia trapelato. Confronti duri, progetto tecnico a rischio. Ma qui è venuto fuori l’aziendalismo di ognuno dei protagonisti, in ogni ruolo: dirigenti, allenatore e giocatori. Ognuno ha fatto il suo, ed è tornato il sereno.

E lezioni

Quelle amministrative della prossima primavera. Chi sarà eletto a Palazzo Cernezzi si segni subito sull’agenda che ci sarà da organizzare i temi legati alla crescita della squadra: stadio e parcheggi soprattutto. Una certezza più che una eventualità.

F enomeno

Moutir Chajia ha incantato i tifosi fino all’infortunio. Con lui in campo il biglietto dovrebbe costare qualche euro in più. Ma questo chi è? Un marziano? Come quelli che portano il pallone all’oratorio: via lui, via il divertimento. Al 2022 chiediamo di poterlo vedere ancora un po’ in campo, prima che prenda la via di qualche grande club.

G attuso

Semplicemente, l’uomo dell’anno del Como. Con la calma dei forti e la semplicità che piace alla gente.

H ’Maidat

L’esempio di come il calcio sia imprevedibile. Tutti aspettavano la B per vederlo in un campionato più adatto alla sua classe. Invece è sparito, vittima anche delle sue ombre. Forza ragazzo, c’è ancora tempo e spazio (forse) per recuperare. Ma devi volerlo.

Infortuni

Troppi. E gravi. Bertoncini, Peli, Allievi, Gori, Chajia, Ioannou, Varnier, Gatto. A volte figli anche di rischi nel prendere giocatori che arrivavano da guai fisici, altri solo dettati dalla sfortuna. Facciamo che per il 2022 anche basta?

L udi

Il mistero è: come hanno fatto a scegliere uno così perfetto per il profilo di questa società? Riservato e distaccato, basso profilo e immagine. Tra i ds del passato, ad esempio, facciamo fatica a ricordarne uno che avrebbe potuto farlo “così”.

M irwan

Altra data importante della stagione, la visita di Suwarso. Con le sue parole che hanno fatto booom. Il Como come i Chicago Bulls? Forse ha esagerato, ma ha dato uno scossone a chi non aveva capito.

n icastro

Ricordarsi da dove siamo partiti. Da quel visionario dell’ex presidente Massimo Nicastro che parlava di “brand Como” appetibile e di possibili acquirenti kolossal. Noi gli ridevamo in faccia. Grazie.

O TT

La doppia mossa del marchio Mola Tv (la piattaforma Ott della società) sulle maglie e del suo sbarco in Italia ha tolto i veli al progetto. Un po’ meno “location da sogno, stadio arena, attrazione per tifosi turisti” e un po’ più “progetto commerciale televisivo”. Molto meglio, tra l’altro.

P reziosi

Ma cheppalle, ancora lui? Anche qui? Sì, perché il clima attorno alla squadra ci ricorda quello del 2001, della scalata verso la A. Con metodi, filosofie, stili, progettualità differenti, ma come allora ci sembra di essere pronti per vivere un’altra stagione (intesa come fase della vita azzurra) importante. Certe cose nell’aria le senti.

Q uattro

Corsi e ricorsi storici. Nel 1985-86 due successi con quattro gol segnati in trasferta (ad Avellino e Lecce) cambiarono la stagione. Nel 2001-02 quattro gol segnati a Cosenza furono la svolta del campionato di Preziosi. Quest’anno 4 gol a Brescia hanno rivoltato la stagione come un calzino. Poker da ricordare.

R ecita

Quella nel video di Natale ideato da Comotv. Migliore interpretazione: Arrigoni. Peggiore: Gattuso (troppo serio).

S tadio

Sembrava impossibile. Invece Il Sinigaglia si è rifatto un lifting credibile per la serie B. Ma la vera scommessa sarà per la eventuale serie A.

T ifosi

Troppo pochi. Attacchiamoci all’alibi dello stadio a metà. Ma si spera che in futuro si possa viaggiare stabilmente sulle 3-4mila. A Giacarta i calcoli li fanno, eh...

U niti

A proposito. I tentativi della società di scaldare l’ambiente (tipo i brindisi offerti nei bar dopo le vittorie) sono lodevoli. Una goccia sulla roccia. Vediamo dove portano.

V ittoria

Tante parole, ma poi stringi stringi ricorderemo il 2021 per la promozione in B dopo sei anni. Purtroppo nel deserto della pandemia.

W ise

Arrivato come un luciferino istrione, si è verificato un manager attento. Persino simpatico. Per ora è riuscito a non far sentire la lontananza della gestione, come capitato altrove. Ma la nuova ondata di contagi frenerà di nuovo le sue visite.

Z itti

Tutti quelli che temevano una nuova avventura alla Essien, devono prepararsi a ricredersi. Con prudenza, ma pare proprio che...

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