L’ex ds Andrissi
«Como nel cuore»

Oggi su La Provincia intervista a uno dei protagonisti dell’ultima stagione. Ecco un’anticipazione

Gianluca Andrissi dice di essersi lasciato con il Como, inteso come nuova proprietà dicendo che “se in futuro doveste avere bisogno di me, io potrei esserci se volete”. Difficile però pensarlo ora che davanti al ds si apre una avventura importante come la serie B. Eppure lui giura che fosse vero il fatto che, a differenza di Fabio Gallo e del dg Diego Foresti, la nuova proprietà ci teneva davvero a farlo restare. «Sì, nel mio caso hanno davvero manifestato una volontà che nemmeno io mi aspettavo, sinceramente. Ho avuto con loro cinque colloqui e ho potuto effettivamente rendermene conto. E’ stata un’ipotesi che ho preso seriamente in considerazione. Ho ragionato in modo diverso rispetto agli altri due componenti della “triade”, come la chiamavate voi... Con Fabio e Diego ho lavorato benissimo, ma non ci sarebbe stato nulla di strano a separarsi».

Andrissi alla fine è stato l’ultimo ad andarsene e il primo a trovare una strada nuova. “Ma ho cercato i presupposti per continuare, perchè il mio ruolo è diverso da chi fa l’allenatore, non si può ragionare allo stesso modo. Perchè me ne sono andato? Non sapevo ancora dello Spezia, assolutamente. Me ne sono andato perchè non ho trovato la condizione giusta per continuare, e non parlo di condizione economica. Ma la scelta degli altri non c’entra nulla con la mia. Semplicemente ho ritenuto che non fosse il caso di rimanere dopo aver valutato tanti aspetti legati al lavoro. Ma ci ho pensato bene prima di farlo».

In ogni caso, ad Andrissi come a Gallo, il Como di fortuna ne ha portata. «Io ricordo le parole e i dubbi di un anno fa, quando mi sono trovato ad avere a che fare con una piazza importante ed esigente come questa. Dicevo, non preoccupatevi che faremo comunque una squadra di valore, con giocatori esperti e giovani molto bravi. E così è stato, anche passando attraverso il fallimento. La nostra forza è stata quella di restare coerenti, di dire sempre la verità. E di realizzare quello che ci eravamo prefissati. E’ stata davvero un’esperienza affascinante».

L’ultimo grazie va ai tifosi, «ho ricevuto ringraziamenti, premi, tanto affetto sincero. Non sono cose che accadono sempre. Sarebbe stato veramente bello poter proseguire questa avventura insieme. Certo, per me e Fabio ora c’è un’altra avventura importante. Ma questa esperienza resta indimenticabile e per certi versi irripetibile. Mi sono sentito veramente a casa, con il nostro gruppo, con tutto l’ambiente. E voglio davvero ringraziare tutti. Chissà che non ci si possa ritrovare, Como è una porta che non chiuderò mai».

© RIPRODUZIONE RISERVATA