L’ItalComo si colora d’oro e guarda già a Parigi. Ruta e Soares: «Ci siamo»

Nel bilancio dei Mondiali spiccano le medaglie vinte dai lariani anche con Rocek e Noseda

L’Italia conclude i Mondiali assoluti a Racice in Repubblica Ceca con nove medaglie complessive, cinque ori, tre argenti, un bronzo. Un bilancio più che positivo per l’Italremo, considerando che questo è l’anno post olimpico, ma che diventa più importante per via dell’accorciamento dei tempi tra un’Olimpiade e l’altra: Tokyo 2020 slittata al 2021 e Parigi 2024 alle porte, con le qualifiche necessariamente già in programma l’anno prossimo.

Nel positivo bilancio azzurro, spicca l’exploit del canottaggio lariano, con tre dei cinque ori complessivi nei pesi leggeri non olimpici(Gabriel Soares in singolo, Patrick Rocek e Arianna Noseda in quattro di coppia, maschile e femminile).C’è poi soprattutto l’argento pesante dell’unica barca olimpica leggera rimasta, il doppio di Pietro Willy Ruta e Strefano Oppo.

«Abbiamo iniziato il Mondiale soffrendo il freddo nei primi giorni a Racice - ha commentato Ruta - difficili anche per quanto riguarda tutto il percorso di qualificazione perché dalle batterie alle semifinali, passando per i quarti, tutti gli avversari hanno sempre tirato al massimo. In finale poi la nostra voglia di fare ha dato i suoi frutti con un risultato che ci riempie di gioia e che dedico alle mie società, le Fiamme Oro e la Canottieri Menaggio».

Potresti andare anche a Parigi? «Non sta a me decidere, dico solo che io ci sono sempre».

La prossimità delle qualificazioni rende importante non solo l’argento di Ruta, ma anche gli ori di Soares, Rocek e Noseda nella corsa ai soli quattro posti disponibili per Parigi nei doppi leggeri, maschile e femminile.

A Racice i quadrupli erano pochi (quelli femminili solo due) in quanto ormai quasi tutte le Nazioni li hanno abbandonati non essendo più specialità olimpiche, ma l’Italia c’era per la sua tradizione vincente da difendere ed ha fatto bene, dal momento che due capivoga come Patrick Rocek e Arianna Noseda, oltre ad un singolista come Gabriel Soares , possono entrare nella cernita per le barche da qualificare nel 2023.

«Felicissimo della gara che ho fatto – commenta Soares – e che sognavo di vincere sin da piccolo. Sono certo di poter dare ancora molto al canottaggio azzurro e mi metto totalmente a disposizione dei tecnici nazionali. Ringrazio la Bellagina dove sono cresciuto, la Marina Militare e il mio allenatore Franco Sancassani, che mi ha portato fino a questo punto».

Non è andato a medaglia, solo terzo in finale B, il quattro senza di Aisha Rocek e Giorgia Pelacchi. Essendo questa una nuova specialità olimpica e la barca azzurra molto giovane, c’è ancora molto da lavorare per tentare la qualificazione per Parigi, ma a questi Mondiali la grinta non è mancata e si sono già visti sensibili miglioramenti e ciò è un buon segnale. Idem per il pur giovane due senza di Davide Comini, secondo in finale B.
Gianfranco Casnati

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