«Cantù c’era, c’è e ci sarà
E ha le forze per ripartire bene»

Parla il presidente Allievi: «Abbiamo messo tasselli di un certo peso»

Da lunedì a domenica, senza interruzioni. Pancia a terra e testa sulla squadra. Anche il presidente Roberto Allievi è più che mai calato nella parte. E non molla il colpo, seguendo da vicini ogni mossa nella costruzione della nuova squadra. Intesa non solo per quelli che andranno in campo.

È chiaro che - alla luce di competenza, esperienza e saggezza - ci abbia messo del suo. E non poco. Altrimenti non si spiegherebbero i sì incondizionati di Bruno Arrigoni ad allargare la sua sfera di interessi e di Fabrizio Frates ad accettare di rimettersi in gioco, venendo a Cantù a fare il direttore tecnico, ruolo nuovo nell’organigramma dell’area sportiva.

E poi anche, l’abbiamo sentito anche dal diretto interessato in sede di presentazione, nel ritorno di coach Marco Sodini («come si fa a dir di no alla chiamata della famiglia Allievi?»), giusto a chiudere un cerchio di un mosaico ora più organico e completo.

Presidente, l’ha sempre detto: la Pallacanestro Cantù è ufficialmente entrata nella stagione 2021/2022.

Qualche tassello di peso direi che l’abbiamo messo. Soprattutto nell’area sportiva, a colmare una lacuna della scorsa stagione, visto che è stato il settore della società più in sofferenza, e per tutti i motivi di budget che ci siamo già raccontati.

Ripartire così forte proprio da lì cosa significa?

Vuol dire irrobustire fin da subito il progetto di sviluppo che abbiamo in mente. In termini pratici e di movimento, in questa fase continuiamo a ritenerci una società di Legadue. Però, e lo confermo, siamo pronti, eventualmente, a percorrere anche la strada della serie A, senza scossoni o particolari preoccupazioni. Questo concetto, ormai, mi pare più che chiaro ed evidente.

Soddisfatto di come si stiano mettendo le cose?

Sono contento, principalmente, di quello che siamo riusciti a fare in questi due anni, e cioè aver fatto fronte a tutti gli impegni, riaver portato il bilancio in equilibrio e avere riacquistato una credibilità non solo in Italia, ma anche sul mercato stranieri.

E poi c’è il fronte Cantù Next.

Appunto, perché a fianco del nostro lavoro c’è il processo di costruzione del palasport che viaggia a gonfie vele, e di ciò devo ringraziare il presidente Sergio Paparelli e tutti i soci.

C’è da star sereni, allora.

Il quadro generale è importante, e lo vedete tutti. E molto credibile. Cantù c’era, c’è e ci sarà. Ora faremo di tutto perché la squadra possa crescere e darci soddisfazioni. Ma non solo nel breve periodo.

Come?

Il budget a disposizione - grazie anche a conferme importanti come quelle degli sponsor di riferimento Acqua San Bernardo, Cinelandia Park e Bennet e ai tanti che hanno voluto proseguire l’avventura al nostro fianco - ci permette di vedere realizzato sempre più il progetto dell’autofinanziamento dell’attività.

Ci dà una definizione cadauno dei tre soggetti che avete annunciato la scorsa settimana? Cominciamo da Arrigoni

Ho visto Bruno molto determinato a superare lo choc dell’annata terminata male. È molto partecipativo e i suoi consigli saranno utilissimi.

Frates?

L’ho trovato enormemente entusiasta, e ciò non potrà che fare bene alla squadra, a noi e a lui.

Sodini?

Lo conoscevamo, soprattutto sapevano quale fosse la sua empatia. Ha grandi doti tecniche e ci darà vigore, oltre a una mano importante per parlare con tutta la nostra comunità, che è fatta dagli sponsor, dai tifosi e dall’ambiente che ci sta attorno. Un ritorno, il suo, che potrà dare solo nuovi impulsi.

E poi c’è Tic, il polmone di tutto.

Oggi andremo in assemblea. Ringrazierò uno a uno i trecento soci che ci sono sempre stati molto vicini. L’idea nostra di società a proprietà diffusa e capace di produrre ricavi in proprio senza un padrone unico è vincente. E la difenderemo sempre con forza.

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