Cantù, che carica per Torino Adesso sale la febbre del tifo
Una panoramica del Palazzo dello Sport di Desio (Foto by Butti)

Cantù, che carica per Torino
Adesso sale la febbre del tifo

Tra abbonati e prevendita, domenica a Desio potrebbe esserci un bel colpo d’occhio

Due giornate di campionato, la terza in arrivo contro una squadra a pari punti e in un palazzetto con capienza aumentata a 3.900 spettatori. Saprà questa Cantù-Torino, sfida-clou nel girone Verde di serie A2, scaldare gli animi dei tifosi canturini? Gli ingredienti ci sono.

C’è una squadra che sta facendo intravedere grandi potenzialità e solidità, confermate dalla vittoria a Pistoia contro la squadra del momento. C’è una classifica che – al netto del fatto che sono passate solo due giornate – vede Cantù già ai primissimi piani e che già autorizza a pensare in grande. Se la prima in casa ha portato al PalaBancoDesio circa 1300 spettatori, questo è praticamente il numero da cui riparte Cantù al termine della campagna abbonamenti. A cui si spera di aggiungere ovviamente almeno un paio di centinaia di unità. Insomma, lecito attendersi un palazzetto con 1.500 spettatori.

La fiducia non cade dal cielo ma va riconquistata con il gioco e i risultati – su questo punto coach Sodini è sempre stato molto chiaro – così come quei vuoti al palazzetto vanno riempiti. E sfide come questa – e non saranno poi molte altre nella regular season – possono scaldare un po’ di più. Il motivo è presto detto: Torino è una più che probabile rivale in ottica promozione. Lo scorso anno l’ha persa nella finale playoff contro Tortona. E dalla serie A arriva anche qualche pedina, come coach Edoardo Casalone, giovane tecnico di 32 anni, ex assistente di Pozzecco alla Dinamo Sassari. Una società con cui il destino di Torino si è intrecciato negli ultimi anni, perlomeno fino alla scorsa estate, quando era una sorta di satellite dei sardi.

Ora il club è passato di mano – il presidente è David Avino, imprenditore nel settore aereospaziale - e l’unico legame con il passato è solo coach Casalone. Altra curiosità è che – pochi mesi dopo il disimpegno dalla Pallacanestro Cantù – con Torino in enormi difficoltà economiche, nel 2019 si avvicinò al club piemontese Dmitry Gerasimenko. Ma la reazione non proprio entusiastica dell’ambiente impedì all’ex patron di Cantù di imbastire una trattativa.

Ma non c’è alcun dubbio sul fatto che ora la società punti in alto. E lo può fare con un pacchetto di giocatori che hanno calcato i parquet della serie A. Come il figlio d’arte Mirza Alibegovic, un passato alla Fortitudo Bologna, Pesaro, Pistoia e Brindisi. O come Nicolò De Vico, l’anno scorso a Varese e Aristide Landi, due anni fa a Pistoia. Occhio poi a un ex, a un prodotto del settore giovanile canturino, quel Ruben Zugno che infiammò il Pianella nella sfida vinta contro Venezia alle finali tricolori Under 20 nel 2015: fu l’Mvp della partita con 21 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.


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