Cantù e il Covid, ci risiamo La prima volta fu a ottobre
Jaime Smith (Foto by Cusa)

Cantù e il Covid, ci risiamo
La prima volta fu a ottobre

Allora cominciò con il contagio di Smith, poi via via gli altri e le gare rinviate

Il Covid-19 bussa nuovamente alle porte di Cantù. Fu la prima formazione, la S. Bernardo, a essere pesantemente colpita dal virus lo scorso ottobre. Tutto partì con la positività di Smith - che rimase a lungo isolato, circa tre settimane -, ma il focolaio vero e proprio esplose a fine ottobre, nella settimana che avrebbe dovuto portare alla partita in trasferta contro Treviso, in programma il 25 ottobre.

Fu una settimana complicata, ma il giorno della partenza per Treviso, fu un lungo attendere, su tutti i fronti. La giornata si aprì con l’attesa per gli esiti dei tamponi effettuati da giocatori e staff venerdì pomeriggio. In settimana si erano già manifestate alcune criticità: oltre a Smith, risultarono positivi Bayehe, Pecchia e La Torre, altri ebbero sintomi, come Johnson e Procida febbricitanti.

Fu un sabato snervante, perché gli esiti – era attesa una pec dal laboratorio nel primo pomeriggio – arrivarono tardi e senza dare certezze, alimentando il caos: cinque giocatori canturini erano stati dichiarati “non negativi”. A quel punto, si resero necessari nuovi approfondimenti e la società preferì rimandare la partenza a domenica mattina.

Finché, il giorno dopo, la Lega risolse la questione con un rinvio d’ufficio: «L’obiettivo - spiegò la Legabasket – è ridurre il rischio di un potenziale focolaio che potrebbe già essere in atto e di tutelare la salute di atleti e staff tecnici delle due squadre coinvolte e degli arbitri».

La partita fu rinviata al 18 novembre, dopo che Cantù fu costretta a saltare anche gli impegni contro Trieste e Cremona: Treviso si impose 89-82.

L.Spo.-L.Pin.


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