Cantù e le stelle della Virtus Peccato non poterle ammirare
Cesare Pancotto (a sinistra) e il vice Marco G«ndini (Foto by Butti)

Cantù e le stelle della Virtus
Peccato non poterle ammirare

Le porte chiuse tolgono domani l’opportunità di assistere a un grande spettacolo

Ci sono partite, più di altre, che uno non vorrebbe davvero mai perdersi. Non solo il tifoso per eccellenza, ma anche l’appassionato tout court. Non soltanto, dunque, chi ha cuore le sorti della propria squadra, ma altresì chi apprezza ancor più la pallacanestro quando a metterla in scena è un certo tipo di interprete. Ed è proprio in occasioni come queste che non poter frequentare i palazzetti fa ancor più male. Ormai è da così tanto tempo che gli impianti sportivi sono interdetti all’accesso da parte del pubblico, che si è fatta una sorta di assuefazione. Chi può magari si guarda le partite in streaming su Eurosport Player, ma seguirne una “live”, direttamente nel luogo in cui si disputa, non c’è dubbio sia tutta un’altra cosa.

E quella di domani al PalaBancoDesio tra l’Acqua S. Bernardo e la Virtus Segafredo Bologna avrebbe esercitato un forte richiamo. Perché quando il parquet viene frequentato da personaggi come Milos Teodosic e Marco Belinelli che deliziano anche i palati più fini, la gente accorre. In terra cestistica di Brianza i pienoni abitualmente ricorrono in occasioni dei derby con Milano e Varese, ma c’è da credere che anche la V nera grandi firme avrebbe contribuito a riempire l’arena di Desio.

Già la scorsa stagione si pregustava la possibilità di assistere ai funambolismi di Teodosic, ma la pandemia iniziò a serpeggiare prima che la sfida di ritorno a queste latitudini potesse avere luogo.

Insomma, già nel precedente campionato l’attesa andò delusa e la voglia di esserci tradita. Sarà per l’anno prossimo, ci si accontentava di dire. E sperare. Invece, andrà buca anche stavolta. Quando all’asso Teodosic e al sempre bel vedere Markovic, si aggiunge tra l’altro un autentico pezzo da novanta quale Belinelli. E in panchina colui che è stato leggenda da giocatore e che anche come coach non lascia certo indifferenti, vale a dire Sasha Djordjevic.

Il serbo guida una squadra che oltre a rubare l’occhio sta trovando quel passo che se mantenuto sino in fondo al percorso, confermerà la Virtus quale sfidante per antonomasia di Milano in ottica scudetto. Dopo un avvio incerto (4 sconfitte nelle prime 9 gare), la Segrafredo sta recuperando posizioni grazie ai 4 successi nelle 5 gare più recenti (l’unico ko è quello subìto con Milano), dispensando ottime giocate (22.1 assist di media; nessun’altra fa meglio in serie A) nel contesto di un attacco che sa fare il suo mestiere (85 punti a botta).

Eppure la Virtus non è soltanto lustrini e paillettes, ma anche sano pragmatismo. Circostanza, quest’ultima, che trova puntuale riscontro nel fatto che Bologna vanta la difesa meno perforata del campionato con 77 punti incassati di media e pure argomentata dagli 8.5 recuperi a partita (che la rendono la migliore del lotto).

Formazione, quella ospite, che ha pure una forte vocazione e connotazione europea, che si manifesta nell’imbattibilità in Eurocup che ha toccato quota 11 partite, incluso il debutto nelle Top16 con la rotonda affermazione infrasettimanale ai danni del pur quotato Cedevita Lubiana.

Infine, tornando alla serie A, la Virtus è attualmente l’unica squadra dei principali campionati europei a non aver perso alcuna partita fuori casa: il conto ammonta infatti a 7 vittorie in altrettante trasferte. E quest’ultimo dato descrive con ancora maggior dovizia di particolari, l’improbo compito al quale si accinge l’Acqua S. Bernardo.


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