Cantù e Thomas, siamo già ai saluti  Verso una risoluzione consensuale
Charles Thomas, ala americana classe 1986, nato nel Mississippi, saluta idealmente i compagni di squadra canturini (Foto by foto andrea butti)

Cantù e Thomas, siamo già ai saluti

Verso una risoluzione consensuale

Il club è in difetto nei pagamenti e l’americano spara ancora a zero sui social. Le parti stanno cercando di transare.

La Pallacanestro Cantù e Charles Thomas sarebbero (usiamo il condizionale quale forma precauzionale anche se la situazione sembra comunque non richiederlo) ai saluti.

Chi lascia chi, per la verità, non è dato effettivamente sapere, ma la strada parrebbe ormai segnata. Il rapporto tra le parti, del resto, è logoro e consunto. Pensare di continuare a percorrere lo stesso cammino non rientra più nei propositi né dell’una né dell’altro.

Il 31enne Usa non è sceso in campo nella due giorni in Calabria ufficialmente per un problema fisico, ma la verità è che lui si è chiamato fuori a prescindere e la Pallacanestro Cantù non ha fatto nulla per fargli cambiare idea. Del resto, già dopo i primi giorni del ritiro, Thomas si era lamentato sui social riguardo il ritardo dei pagamenti, infarcendo di particolari il racconto. E in questi ultimi giorni si è ripetuto affidando il suo sfogo-frustrazione a un’intervista contenuta all’interno di Eurostep Podcast, podcast sul basket europeo.

«La situazione per me ora è abbastanza dura - dichiara -. Sto vivendo da quattro settimane in albergo, la prossima è la quinta. Non ho un livello di comfort che avrei in una casa mia, e alla lunga la situazione ti logora. Mi erano stati promessi un appartamento e un pagamento pianificati per cinque giorni dopo le visite mediche. Pagamento per coprire le spese per il visto, per i viaggi, le spese mediche, etc. E mi era stata promessa un’auto. A oggi non ho ricevuto nulla. E la cosa che mi infastidisce è che a loro non importa».

Dopodiché la “stoccata” definitiva: «Mi è stato detto che è colpa loro, di aspettare ancora 2-3 giorni, e che avrebbero sistemato tutto. Io ho aspettato 2-3 settimane. Ora sono nella situazione in cui non so che fare? Resto? Me ne vado? Mi rilasceranno? Dovrò trovarmi un altro lavoro?».

Ecco, appunto, la formula da utilizzare per la sua uscita è ancora da trovare, ma che non sarà più un giocatore della Pallacanestro è pressoché certo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA