Cantù-Udine, Sergio  «Macché rinvio»
Desio Paladesio Serie A2 Pallacanestro Cantù - Agribertocchi Orzinuovi, coach Sodini (Foto by Andrea Butti)

Cantù-Udine, Sergio

«Macché rinvio»

«Per noi è importante giocare ed è meglio così. Veniamo da una partita in cui non abbiamo brillato e quindi abbiamo voglia di tentare il riscatto subito»

«Sarà importante, ma non decisiva». Cantù-Udine, prima contro seconda nel girone Verde di A2 è però una sfida al vertice. Magari non ancora da bollino rosso, ma certamente una delle sfide più attese e, sicuramente, tra due serissime candidate alla promozione in A2. La classifica non mente, i pronostici non erano sbagliati. Il “non si gioca-si gioca” degli ultimi giorni ha infine aggiunto pepe a un piatto già di suo succulento.

Cantù arriva dalla sconfitta a Piacenza, la prima dopo sette vittorie consecutive. Per il capitano canturino Luigi Sergio, la squadra ha voglia di dimenticare in fretta il primo stop in campionato: «Per noi è importante giocare ed è meglio così. Veniamo da una partita in cui non abbiamo brillato e quindi abbiamo voglia di tentare il riscatto subito: dover aspettare quindici giorni non ci avrebbe fatto bene. Sicuramente le notizie sul possibile rinvio hanno creato una situazione un po’ strana, ma ora dobbiamo solo riallinearci sulla partita e concentrarci».

Voltare pagina dopo la sconfitta contro l’Ucc è il primo obiettivo: «È stata una lezione per noi. I motivi? L’aspetto fondamentale in questa categoria è l’energia: è alla base di tutto e, se manca, diventa dura. Forse noi un eravamo un po’ impreparati, mente Piacenza ci ha superati da questo punto divista. A quel punto, le componenti tecnico-tattiche non sempre riescono a compensare. L’episodio ci servirà, consapevoli che contro qualsiasi avversario, la tensione dev’essere sempre alta. Immagazziniamo e ripartiamo: è stato un episodio, lo vogliamo considerare tale».

Ora c’è Udine, squadra imporrante come ha confermato fin dalle prime giornate: «È una delle squadre in lotta per la A, che lo scorso anno ha solo sfiorato. Hanno mantenuto l’ossatura, aggiustando qualche tassello ed è quindi destinata a fare bene. Credo che il loro punto di forza sia proprio la continuità che si sono dati dall’anno scorso nel roster: è una squadra lunga, costruita per vincere, con talento e fisicità».

Preoccupa il fatto che Cantù non sarà al completo? «Tra infortuni e assenze più o meno lunghe, abbiamo giocato forse una sola partita con tutti gli effettivi. Proviamo a sopperire, in passato ci siamo riusciti, anche se esserci tutti aiuta. Le rotazioni non mancano, anche se ci sono delle defezioni: speriamo in futuro di avere meno problemi».


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