C’è la nuova Cantù targata Brienza  Subito test di alto livello: Cremona
Nicola Brienza, 39 anni, si ritrova per la terza volta in quattro stagioni a guidare Cantù da “capo” (Foto by foto Butti)

C’è la nuova Cantù targata Brienza

Subito test di alto livello: Cremona

Dopo la fuga di coach Pashutin debutta da “capo” il tecnico canturino. Alle 20.45 al PalaBancoDesio la sfida contro la terza in classifica.

Uno scossone per riprendersi dallo choc accusato in questi ultimi giorni. Di questo avrebbe bisogno l’Acqua San Bernardo questa sera - al PalaBancoDesio alle 20.45 (con diretta su RaiSport) contro Cremona - per dimostrare di aver riassorbito la botta legata alla fuga infrasettimanale di coach Evgeny Pashutin e al contempo per porgere nel modo migliore il benvenuto a Nicola Brienza nelle vesti di “capo”.

Ma dove eravamo rimasti prima delle incredibili vicende di questa settimana? Ah sì, a una San Bernardo che aveva colto quattro vittorie nel corso delle sue ultime cinque uscite e che era riuscita così ad aggiustare la propria classifica. E che si accingeva a offrire dimora alla Vanoli con la convinzione di poter intralciare il percorso della terza della classe. Una squadra, quella guidata da Meo Sacchetti che ha colto sei successi nelle nove gare più recenti, rifilando 122 punti a Pesaro, 100 a Torino e 98 a Reggio Emilia. E capace di andare a segno anche ad Avellino pur non realizzando oltre 70 punti. Tanto da far dire a Brienza che «questa partita è complicata perché affrontiamo una squadra decisamente in salute. Nel girone di andata hanno fatto benissimo, andando oltre le proprie aspettative iniziali e i propri obiettivi».

Quanto alla Cantù con il nuovo marchio Brienza, ecco ciò che sostiene lo stesso Nicola: «Non abbiamo cambiato molto, abbiamo soltanto provato a fare cose un po’ diverse. È da vedere poi come la squadra risponderà alle nuove sollecitazioni».

«La chiave della partita sarà quella di non snaturarci di fronte a una formazione come la Vanoli, tipica di coach Sacchetti - chiosa Brienza -. Le sue squadre fanno sempre dell’intensità e del ritmo le proprie armi principali, noi dovremo dunque prestare molta attenzione alle loro folate offensive, cercando di limitarle il più possibile. Allo stesso tempo, però, quando ci sarà da correre dovremo farlo senza esitare».


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