Cermenate rimane ottimista  «Avanti con le risorse interne»
Luci Rumi presidente della Virtus Cermenate

Cermenate rimane ottimista

«Avanti con le risorse interne»

Il club di serie C Gold ha già fatto il punto riguardo la sostenibilità futura.

Luca Rumi: «Grazie alle nostre capacità costruiremo meglio la ripartenza».

La prima società di basket a muoversi per esaminare gli scenari, all’indomani dello stop definitivo dei campionati regionali deciso dalla Fip, è stata la Virtus Cermenate.

«Avevamo una riunione già fissata da tempo. E ne abbiamo approfittato per parlare della sostenibilità del futuro» spiega il presidente Luca Rumi.

Con 60 sponsor, 120 volontari e 300 atleti, il mondo Virtus può avere la forza per assorbire il contraccolpo dell’emergenza coronavirus.

«Andiamo incontro a una situazione di difficoltà economica - analizza Rumi - ed è chiaro che il sostegno alla pallacanestro non sarà tra i primi pensieri delle aziende. È anche vero che le società che hanno un maggior patrimonio, che non vuol dire economico ma di capacità interne, avranno più possibilità di ripartire. E noi avendo tante risorse riusciremo a costruire meglio la ripartenza. Il consiglio direttivo che abbiamo tenuto ha quindi voluto far vedere che c’è da muoversi fin da adesso, non a settembre».

Non mancano però le note dolenti. «Abbiamo dovuto annullare la Fiera del Vino che rappresenta un’entrata molto importante. E salvo contrordini, sono annullati tutti i tornei estivi. Ci saranno degli sponsor che faranno fatica a pagare. Aggiungo che a pochi giorni dal primo stop del Governo, stavamo per firmare tre sponsorizzazioni da 30mila euro complessivi. Abbiamo perciò chiesto al Credito Sportivo il congelamento del mutuo da 15mila euro l’anno per il rifacimento della palestra. È chiaro che il danno c’è. Però, posso sembrare ingenuo, ma sono fiducioso».

La parola d’ordine per tutte le società sarà valorizzare il vivaio. «Certamente non faremo un passo indietro sul nostro patrimonio, cioè il settore giovanile. È anche vero che ad oggi non abbiamo ancora un vivaio in grado di sostenere la prima squadra. Ma tutto lo scenario nazionale cambierà».


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