«Como. abbiamo un vantaggio Quello di conoscerci già bene»
Francesco Marano (Foto by Cusa)

«Como. abbiamo un vantaggio
Quello di conoscerci già bene»

Parla Marano, perno del centrocampo della squadra di Banchini

L’amarezza per non aver centrato l’obiettivo dei playoff non è ancora stata smaltita: «Dobbiamo trasformarla in determinazione per riprenderci quello che ci è sfuggito l’anno scorso». Per Francesco Marano, 30 anni compiuti a maggio, centrocampista del Como per il secondo anno consecutivo, è tempo di guardare al prossimo campionato con fiducia. Anche perché c’è molto “materiale” su cui lavorare, anche a livello personale.

Com’è stata la ripresa dopo tanti mesi di inattività?

Sicuramente è stato un periodo lungo, non siamo stati fermi del tutto, ma i dieci giorni di allenamenti allo stadio prima del ritiro ci hanno permesso di rimetterci in moto, con l’obiettivo di prevenire ogni tipo di problema muscolare.

Ora in ritiro mister Banchini sta distillando pillole di 3-4-2-1. Come cambia la vita di una mezz’ala con questo modulo?

Lo schema mi piace molto e comporta delle novità. Domenica per esempio sono stato schierato alle spalle di Gabrielloni nella partitella in famiglia. Mi trovo a coprire una porzione di campo più alta rispetto all’anno scorso.

Quali sono le tue prime sensazioni?

Mi trovo bene, è una posizione che sento di avere nelle corde. Senza scordare che, dopo un anno passato giocando con il 3-5-2, abbiamo anche questo “storico” che può sempre tornare utile in ogni momento della partita o della stagione. Però, ben vengano le novità che possano aiutarci a esprimerci ancora meglio.

Da un Marano più avanzato è lecito attendersi anche più gol?

Beh, il mister me li chiedeva anche l’anno scorso… Ma sono convinto che ne avrei segnato ancora qualcuno dopo i tre realizzati contro Juventus Under 23, Gozzano e Monza.

Tutto rimandato a quest’anno, quindi.

Io ho ancora tanta amarezza per come si è conclusa la stagione. Eravamo a un passo dalla qualificazione playoff e siamo rimasti fuori dopo essere stati a lungo in corsa per un posto. Per questo dico che bisogna tramutare queste sensazioni di rimpianto in voglia e determinazione: se ognuno dà il proprio contributo, credo che non sfuggiranno soddisfazioni personali e di squadra.

A proposito di squadra, hai ritrovato praticamente tutti i tuoi compagni dello scorso anno. Lo giudichi un fattore positivo?

Siamo in 21 elementi della scorsa stagione, in serie C non è facile trovare continuità nell’organico con il passare delle stagioni. Per me è un fatto positivo, dà la possibilità a tutti, staff compreso, di ripartire in maniera più veloce. Ci conosciamo tra di noi e ci conosce lo staff tecnico. E sarà facile inserire i nuovi arrivi.

Un anno fa si parlava già del Monza come superfavorita per la vittoria del campionato. Quest’anno vedi all’orizzonte altre rivali così attrezzate?

Bisogna vedere come saranno divisi i gironi. Non vedo tra le squadre del Nord un altro Monza, ma dal Piemonte al Veneto ci sono squadre importanti come l’Alessandria, il Padova e la Triestina. Non vedo grandi corazzate, ma tante squadre ben attrezzate. Quindi, potrebbe essere ancora più difficile.

Però il mister, anche quest’anno, vi chiederà di “dominare l’avversario”, come ama ripetere.

Dico che siamo già abituati. Per lunghi tratti del campionato, lo scorso anno, l’abbiamo fatto e a volte molto bene. Con le novità tattiche che stiamo studiando dovremo farlo ancora meglio, partendo da un pressing alto e dall’organizzazione in campo, concetto che supera i numeri sintetizzati nei moduli.

Aspettative?

Sicuramente la prima è tornare a giocare davvero, quest’anno mai come prima. Le aspettative, in generale, devono essere alte: l’ambizione è fare meglio dell’anno scorso, non solo a livello di punti, ma anche nella posizione finale. Gli obiettivi si costruiscono e si intravedono con il passare delle giornate: partendo da un miglioramento della squadra, non possono che arrivare risultati più soddisfacenti. Ma credo che l’importante sia restare con i piedi per terra, con la voglia di crescere, mettendoci soprattutto tanta voglia e mentalità.

Luca Pinotti


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