Como, che sinergia
Tutti sulla stessa barca

Fa sedere i suoi atleti su più carrelli. E non solo uomini, ma portando alla ribalta mondiale anche i quadrupli femminili. Grazie a Pusiano

l lago di Como ha fatto la storia del quattro di coppia pesi leggeri. A partire da quello maschile con gli undici Mondiali vinti da Daniele Gilardoni. Ma in origine era un singolo uomo messo in barca con altri scelti dai tecnici federali. Adesso, invece, il lago di Como si è allargato parecchio, facendo sedere i suoi atleti su più carrelli. E non solo uomini, ma portando alla ribalta mondiale anche i quadrupli femminili. Ci sarà bene una spiegazione a tutto ciò?

Non possiamo dire che siano caduti tutti i muri che storicamente dividevano le canottieri del lago. E nemmeno che si stia realizzando l’antico sogno del compianto Piero Corbellini di arrivare alla fusione, ad esempio, tra Cernobbio e Moltrasio.

Forse però una via di mezzo si è trovata, a vantaggio di tutti, come si è verificato già in diverse occasioni non lontane nel tempo e ampiamente confermato con gli ori conquistati alla Coppa del Mondo di Sabaudia dai due quadrupli leggeri: quello maschile con Patrick Rocek della Lario e Giovanni Borgonovo della Cernobbio e di quello femminile addirittura per tre quarti lariano con Arianna Noseda delle Fiamme Rosse, ma sempre Lario, Arianna Passini della Moltrasio e Greta Martinelli della Tremezzina. Atleti di società che hanno trovato una forma di convivenza quasi perfetta al Centro Remiero Lago di Pusiano, dove si allenano quotidianamente, e che tutti assieme hanno condiviso la gioia di salire sul podio più alto.

«Va comunque chiarito – precisa Alessandro Donegana, presidente della Moltrasio – che sono i tecnici federali a scegliere gli atleti in base ai test e formare gli equipaggi. Però va anche detto che adesso trovano il compito semplificato dal fatto che tutti i vogatori stanno assieme, si frequentano dentro e fuori il centro e sono quindi molto più affiatati. In pratica buona parte del lavoro i tecnici se lo trovano già fatto».

Vuol dire che non ci sono più gli steccati che dividevano le società? «I campanili ci sono ancora, come è giusto che sia, perché sono la molla che spinge alla competizione. Ma la mentalità di dirigenti e tecnici è profondamente cambiata. Pensate solo alle difficoltà di traffico per venire dai paesi del lago al centro di Eupilio. Tutti hanno capito che solo lavorando e facendo sacrifici assieme si ottengono i risultati».

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