Como, il rebus   della prima partita
Gabrielloni , una certezza per l’attacco del Como (nella foto esulta dopo il gol segnato al Renate in amichevole) (Foto by Cusa)

Como, il rebus

della prima partita

Calcio La sentenza del Tar slitta al 13 settembre. Il club lariano sarà inserito in D, entro il fine settimana i gironi. Corda non ha dubbi: «Abbiamo avuto rassicurazioni: non giocheremo fino a quando non sarà noto il verdetto»

Qualunque cosa accada, il Como non andrà in campo fino a metà settembre. O perlomeno, così si sostiene in società. E non solo perchè probabilmente i campionati di serie C e forse anche di serie D non cominceranno prima.

L’udienza del Tar, relativa al provvedimento di sospensiva della bocciatura della domanda di iscrizione alla serie C. E’ stata messa in calendario appunto per il 13 settembre. E dunque fino a quel momento le sorti del Como non saranno certe.

Ancora tre settimane abbondanti, dunque. Che peraltro sono anche il tempo che a questo punto potrebbe prendersi la serie C prima di partire, visto che si è deciso di aspettare settembre per stilare i calendari, in un clima di confusione totale dal momento che invece la serie B partirà in questo weekend senza attendere le istanze delle squadre che chiedono il ripescaggio.

E nel contempo, invece, ieri la Lega Nazionale Dilettanti in un comunicato ufficiale ha annunciato che entro la fine della settimana, di questa settimana, sarà ufficializzata la composizione dei gironi e successivamente saranno diramati i calendari. In cui ci sarà anche il nome del Como, a questo punto. E la data di inizio del campionato ancora non è stata ufficialmente spostata dai programmi iniziali, cioè il 2 settembre. Anche se è stato da più parti ipotizzato che si possa cominciare perlomeno la domenica successiva.

I tempi lunghi del Tar

«In ogni caso – spiega Ninni Corda – se anche dovesse cominciare la serie D noi abbiamo già avuto rassicurazioni sul fatto che le nostre partite non si disputeranno e verranno eventualmente recuperate, sinchè appunto non si conoscerà l’esito del verdetto». In caso di spostamento del Como in C potrebbe dunque restare un girone con un numero di squadre dispari.

Nel frattempo il Como ha divulgato ieri un comunicato in cui, oltre ad annunciare la data dell’udienza al Tar, si «pone in evidenza che l’inspiegabile ed inaccettabile ritardo del deposito delle motivazioni, da parte del Collegio di Garanzia del Coni, ha cagionato un grave danno al Club e ci si auspica che quanto prima si provveda ad un adempimento determinante per i provvedimenti degli organi di giustizia amministrativa».

Intanto resta però anche un problema molto più pratico e impellente, cioè quello di costruire la squadra senza sapere dove si giocherà. «A questo punto – ha spiegato Corda -, noi ci attrezzeremo comunque per fare una squadra vincente per la D. E poi in caso di C la completeremo con i giocatori che potranno servirci. Non possiamo più aspettare. Già in questi prossimi giorni ci saranno nuovi arrivi, la squadra avrà presto una sua fisionomia più completa».

Si ragiona, almeno sul campo, in chiave di serie D. Evidentemente in questo momento a nessun giocatore può essere data per certa una categoria diversa. E nelle ultime ore, complice anche la tensione che sta pervadendo l’ambiente, qualcuno ha preso decisioni diverse. E’ il caso di Cesare Ambrosini, che ha scelto di non far più parte del gruppo. Si è preso del tempo anche l’attaccante Kadi, per volontà anche del suo club di appartenenza, la Salernitana. Ma lui potrebbe anche scegliere di tornare al Como anche in caso di serie D.

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