Como, la serie B  e le suggestioni
como muggiò (Foto by Paolo Ghilotti)

Como, la serie B

e le suggestioni

I tifosi del Como ieri si sono girati e rigirati per le mani il calendario della serie B. Bel sapendo che stavolta non finirà come le due ultime volte

I tifosi del Como ieri si sono girati e rigirati per le mani il calendario della serie B. Bel sapendo che stavolta non finirà come le due ultime volte: retrocessione sancita già a metà campionato. Per questo l’acquolina in bocca è tanta.

Il mercato del calcio moderno, oggi, a differenza di quanto accadeva anni fa, non permette di conoscere la forza, non solo degli avversari ma anche del Como stesso: le squadre sono ancora tutte da assemblare. Per questo, rare eccezioni a parte (come Parma e Monza ad esempio, arricchite dalla presenza di Buffon e dal sapore del derby), i nomi sul cammino sono ancora tutti da pesare. Eppure la compilazione del calendario resta affascinante, se non altro per immaginarsi cosa faremo, dove andremo (se gli stadi saranno aperti, ovvio) cosa guarderemo.

E non è escluso, anzi assai probabile, che più di qualcuno si sia fatto rapire dagli amarcord, un calendario visto come un lungo viaggio nel passato che ritorna. E allora, tanto per parlare di viaggi e trasferte, qualcuno avrà pensato a Lecce-Como 1-4 del 1988, a qualcun altro la seconda trasferta di Crotone avrà ricordato il pareggio del gennaio 2002 sulla via della serie A, Brescia avrà rievocato i derby degli Anni Ottanta, Ferrara sicuramente la vittoria per 6-3 nella semifinale playoff del 1996. E poi la vittoria di Vicenza del 2002 quasi decisiva per il salto in A (ma anche quella volta che i tifosi abbandonarono lo stadio in segno di lutto per la morte del tifoso del Genoa Spagnolo), il derby di Monza 3-3, il successo a Cremona con il gol di Giosa, e la vittoria di Benevento con gol di Ganz che lanciò il Como nei playoff del 2015. Oppure la prima trasferta dell’ultima serie A a Parma, quando eravamo in tanti e vestiti a festa, tutti ancora speranzosi che ce la potessimo giocare. E Pisa, con l’infortunio a Carruezzo, per finire con Alessandria e le sfide sempre tese con i Grigi.

Raddoppiate il tutto anche per le partite in casa, e il gioco è fatto: il calendario diventa una specie di albero della cuccagna, di paese dei balocchi, una palestra magica dove esercitare i muscoli dei nostri sogni. In attesa delle partite. Con la sensazione che, stavolta, ci divertiremo pure con quelle, mica solo con i ricordi...


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