Contraddizione serie A  Con i big, eppure zoppa
Milos Teodosic, fuoriclasse serbo, ha firmato un triennale da oltre 5 milioni di euro con la Virtus Bologna

Contraddizione serie A

Con i big, eppure zoppa

l massimo campionato ritrova improvvisamente campioni quali Teodosic (Bologna) e Rodriguez (Milano). Al contempo, tuttavia, non riesce a proporre una stagione a 18 squadre: esclusa Avellino, sarà un torneo dispari.

Con l’ingaggio annuale di Milos Teosovic (stimato - per difetto - attorno al milione e 700 mila euro, bonus esclusi...), la Pallacanestro Cantù coprirebbe il proprio monte ingaggi complessivo per un paio di stagioni, sistemando poi anche metà della terza.

Vero che per ciò che riguarda il club brianzolo siamo ai minimi termini in quanto a budget, ma vero altresì che a offrire una lauta retribuzione al big di turno non è più soltanto l’Olimpia Milano perché stavolta a stanziare una montagna di quattrini è pure la Virtus Bologna.

Nello specifico, il playmaker serbo - che in bacheca vanta 2 Coppe di Serbia, 2 Coppe di Grecia, 2 campionati russi, 6 Vtb League, 1 Eurolega e reduce da una travagliata esperienza in Nba con i Clippers - ha firmato con le V nere un contratto triennale da oltre 5 milioni di euro. Cifre, appunto, che sin qui in Italia soltanto l’Armani aveva saputo permettersi.

E la stessa Milano non è rimasta certo a guardare assicurandosi, per il momento, quel Sergio Rodriguez che è già una delle leggende del basket spagnolo. A “El Chacho” - che incrementa la statura internazionale della squadra allenata da Ettore Messina - un biennale da 1.5 milioni netti a stagione. E l’Olimpia ha già in casa quel Mike James che un anno fa aveva firmato un biennale con opzione per una terza stagione dal valore di quasi 6 milioni di dollari...

Con nomi di tal spessore, all’improvvisa la serie A si riscopre protagonista, anche se ovviamente siamo ancora distanti dai suoi anni d’oro. Quelli in cui costituiva il campionato più attraente d’Europa.

A fronte di questi aspetti positivi ve n’è uno, quantomeno, che invece getta discredito sulla serie A tenuto conto che nella stagione che doveva segnare il ritorno alle 18 squadre, il torneo sarà in realtà a 17 perché Avellino non ce l’ha fatta e oggi il Consiglio federale deciderà da dove potrà ripartire (neppure la serie B è sicura).


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